18 Novembre, 2019

Tag: William T. Vollmann

Dal nostro archivio

Gente normale

Joyce Carrol Oates, I ricchi. "Le due cittadine in cui la famiglia vivrà sono l’emblema della società americana dell’epoca: democratici e progressisti di facciata, falsamente interessati alla cultura e all’arte, gli abitanti non perdono occasione per riprendere l’ipocrisia borghese e i dettami di un conformismo in realtà mai abbandonati. E la famiglia Everett non può che esserne il facile bersaglio."

Pessimismo sostenibile

C’è stato un momento, alla fine degli anni Sessanta, in cui sembrava che le possibilità umane potessero estendersi oltre ogni confine, che fosse possibile...

Il disegno degli affetti

Con un atto di coraggio e di forte consapevolezza civile, la giovane illustratrice decide di misurarsi con la sua biografia, quella della sua famiglia e soprattutto con la storia del suo popolo e della sua patria d’origine, heimat, appunto. Per farlo usa tutto quello che ha per le mani, tutto quello che trova nelle sue ricerche, tutto quello che le può sembrare utile a rappresentare un momento di vita e di storia vissuta.

Gotico siculo

Orazio Labbate, Suttaterra. "L'apice raggiunto dall'autore nel dispiegare questa progressione di immagini sanguinose, fantasmatiche e quasi lovecraftiane è l'effetto di spaesamento che suscita in chi legge. Il lettore spesso si ritrova a contemplare le visioni di Giuseppe senza sapere come ci è arrivato, una logica che ricorda il film Inception (2010), in cui i personaggi capiscono di trovarsi all'interno di un sogno proprio perché non hanno idea di come vi sono entrati."

Il trauma della guerra e il detective ferito

Giulio Segato, "The Nightmare of My Choice. Guerra del Vietnam e romanzo poliziesco americano", Aras edizioni. L’autore passa in analisi un argomento cruciale della letteratura nordamericana del Novecento,  l’esperienza del Vietnam e il trauma postbellico, attraverso la lente interpretativa della detective fiction e delle sue strategie narrative.