14 Dicembre, 2019

Tag: Willam B. Yeats

Dal nostro archivio

#MennoniteMeToo

Miriam Toews, Donne che parlano. "La scena si apre con le donne della comunità che si lavano vicendevolmente i piedi, alla stregua di Gesù con i suoi discepoli. Dopo questo rito intimo consumato con spensieratezza si giunge presto al nocciolo della questione: tutte loro sono lì riunite per decidere come comportarsi con gli uomini che le hanno narcotizzate, violentate, picchiate e contagiate in alcuni casi. Ma hanno poco tempo, solo quarantotto ore per scegliere di andarsene e ricominciare da zero oppure restare e continuare a subire."

De Maria e la via del biasimo

Giorgio De Maria, I Trasgressionisti, Frassinelli. Recensione di Walter Catalano. Autore di quattro romanzi, vari racconti e un testo teatrale, la sua opera è segnata dal legame indissolubile, analogo a quello di Lovecraft per Providence, alla sua città natale, Torino – città della magia e dell’esoterismo, sì, ma anche del Politecnico, della Fiat, di Quaderni Rossi e dell’Operaismo: la figura geniale di questo autore saprà assidersi esattamente al centro di questi due poli, di queste due anime, comprendendole entrambe.

Il trauma della guerra e il detective ferito

Giulio Segato, "The Nightmare of My Choice. Guerra del Vietnam e romanzo poliziesco americano", Aras edizioni. L’autore passa in analisi un argomento cruciale della letteratura nordamericana del Novecento,  l’esperienza del Vietnam e il trauma postbellico, attraverso la lente interpretativa della detective fiction e delle sue strategie narrative.

Lo Strega è una cosa buona, sì? intervista a Elvis Malaj

Il giovane candidato al Premio Strega e Strega Giovani, Elvis Malaj, ci ha dedicato qualche minuto del suo tempo per rispondere ad alcune domande sul suo libro Dal tuo terrazzo si vede casa mia (Racconti edizioni).

Dalí, nostro contemporaneo

Salvador Dalí, Perverso e paranoico. Scritti 1927-1933 - «Prima di tutto ritengo indispensabile denunciare il carattere eminentemente avvilente che ha l’atto stesso di fare una conferenza e, ancor più, l’atto di ascoltarla. È dunque con ogni sorta di scuse che mi accingo a fare recidiva in un atto simile, che va senz’altro considerato quanto vi può essere di più lontano dall’atto surrealista più puro, il quale, come ha spiegato Breton nel suo secondo manifesto, consisterebbe nello scendere in strada, con la rivoltella in pugno, e cominciare a sparare a caso, sulla folla, fino all’esaurimento».

Speciale Stranimondi