19 Ottobre, 2019

Tag: steampunk

Dal nostro archivio

I dimenticati

Liliana Lazar, Figli del diavolo. "Siamo nella Romania di fine anni Ottanta, percepiamo il disagio e la delusione di un popolo oppresso dalla dittatura di Ceausescu dietro ogni parola, tocchiamo quasi con mano tutta la povertà su cui si sono arricchiti i Compagni al potere. A infliggere un altro duro colpo poi, Ceausescu predispone una severa politica delle nascite secondo cui le donne con meno di quarantacinque anni e che non abbiano partorito almeno quattro figli non hanno il diritto di abortire."

Storie a miriadi

Giovanni Mariotti, Storia di Matilde. "Certamente questo libro è una dimora fatta di mezzanini e stanze dentro stanze, abbaini e soffitte, anche camere da letto soffici dove infondersi un po’ d’allegria. La gestione dei garbugli esige mosse e contromosse, da parte dell’autore, giù giù fino a quel che il lettore vede davanti ai suoi occhi e intravede lontano nella bruma del mattino."

Sul perché non andrò al cinema a vedere It

riflette Paolo Simonetti "Ed è per questo che non andrò a vedere il film di It in uscita nelle sale (che già apprendo avrà un sequel): perché It è il grande romanzo sulla lettura dei romanzi, è qualcosa di irrappresentabile se non nella nostra mente, come le vicende e i personaggi mentre leggiamo."

L’aria del Nord

Massimo Ciaravolo (a cura di), Storia delle letterature scandinave. Dalle origini a oggi. "Il volume coordinato da Massimo Ciaravolo, docente di letterature scandinave a Venezia, racchiude nella sua mole di oltre mille pagine fitte un’opera immensa, che difatti ha richiesto diversi anni di gestazione prima di uscire finalmente per la casa editrice Iperborea, il marchio che più di ogni altro ha contribuito a diffondere in Italia la letteratura del Nordeuropa".

Rotte balcaniche nel 2018

Maria Grazia Calandrone, Alessandro Anil, Franca Mancinelli, Come tradurre la neve. Tre sentieri nei Balcani "Del resto la poesia ha facoltà di varcare spazi geografici precisi, anche quando va contro la storia o gli scrittori interpretano male i tempi. L’aria si fa tesa, sembra diversa dall’epoca della guerra dei Balcani. Sarebbe interessante sapere dove sono tutte le anime, quelle passate e quelle ancora vive. E come sono adesso le strade sconvolte dalle mine, se i fili spinati si sono arrugginiti o distrutti per virtù meteorologica. Con queste domande tre poeti si sono messi in viaggio, accettando l’invito del REFEST (Immagini e parole sui percorsi dei rifugiati), in un freddo gennaio del 2018 attraversando Bosnia Erzegovina e Croazia."