14 Dicembre, 2019

Tag: Salvatore Silvano Nigro

Dal nostro archivio

Anatomia della guerra

Stefan Zweig, Opportunismo. "Nove saggi sul sonno della coscienza che genera mostri, scritti tra il 1914 e il 1941, dallo scrittore più cosmopolita e sapiente della Mitteleuropa. Poeta, filosofo, ricercatore, traduttore, autore di numerose monografie, narratore di enorme eleganza e capacità introspettiva, Zweig vive intensamente, da grande viaggiatore, a cavallo di due epoche."

Poesia che affiora dalla prosa

Mariana Leky, Quel che si vede da qui, Keller Edizioni. Una recensione di Elio Grasso. Quel che si vede da qui è popolato di personaggi lievi e divertenti, le cui gesta avvengono in un paesino del Westerwald, verde quanto lo sono i pensieri della bambina Louise, voce narrante che diventa adulta nella seconda parte del romanzo.

Diffidare del gene egoista

Siri Hustvedt, Le illusioni della certezza. "Al moderno meccanicismo Hustvedt oppone un approccio più costruttivista, ricordandoci come la consapevolezza dell’interazione mente-corpo e individuo-ambiente rivesta un’importanza crescente nella ricerca; in questo senso, la nostra natura di mammiferi – nati nel grembo materno prima che da esso, – e di animali sociali svolge un ruolo cruciale."

Forma intera di poesia

Patrizia Valduga, Poesie erotiche. "Amante della forma chiusa, a tal punto da uniformarvi l’intera vita, umana e poetica, tanto che perfino Giovanni Raboni, suo compagno, vi ha aderito in una stagione importante della sua opera. Questi amalgami senz’altro hanno interessato il pubblico, le hanno portato simpatie e anche qualche critica non propriamente corretta. La fede «senza se e senza ma» di Patrizia contiene tratti di un’oltranza miracolosa, unita a una capacità compositiva ineguagliata dal suo esordio nel 1982 con Medicamenta."

Esistere può essere abbastanza

Più angry young men che enfants terribles, i ragazzi di Un'eterna domenica – raffigurati magnificamente dalla prosa lirica e tersa di Lukins – con il loro ribellismo acerbo e doloroso sembrano tutti figli di Jimmy Porter, indimenticato protagonista di Ricorda con rabbia, e del suo stesso autore, quel John Osborne che nel 1956 esibì, dai palcoscenici di Londra, tutto il suo sdegno antiborghese.

Speciale Stranimondi