7 Dicembre, 2019

Tag: Roberto Arzenta

Dal nostro archivio

La statura dei poeti

Ennio Cavalli, Se ero più alto facevo il poeta. "Ennio Cavalli, abitatore di estese colture poetiche, campi sterminati di parole addette a una lingua necessaria quanto inquieta, ha edificato il proprio Zibaldone. Un libro che sorpassa i consueti termini di raccolta o di altre definizioni più o meno azzeccate. Se ero più alto facevo il poeta: se la corporatura di Ennio avesse raggiunto l’altezza voluta (con la contigua ironia) le conseguenze pop dell’opera dove sarebbero arrivate?"

La vita nella città segreta

Viola Di Grado, Fuoco al cielo, La nave di Teseo. Lo spunto è dato da una storia vera accaduta negli anni Novanta quando sia i sovietici che gli statunitensi, vicino alle centrali nucleari, avevano costruito le loro “città segrete” per testare esperimenti sugli esseri umani.

Anche il Polo ha un’Anima

Christelle Dabos, Fidanzati dell'inverno. "Un mix ben congegnato di tante piccole parti riconducibili a generi commercialmente più appetibili, un puzzle che vede pezzi di Matrix, una punta di barocco e rococò portati all’eccesso, e la protagonista che richiama la sbadataggine di Isabella Swan, la Bella di Twilight e al contempo di Lucinda Price, la Luce di Fallen."

Le mutevoli forme del ghiaccio

Nancy Campbell, La biblioteca del ghiaccio, Bompiani. La biblioteca del ghiaccio è un’opera costruita seguendo le diverse opzioni intellettuali della razza umana: scienziati, esploratori, cacciatori, pattinatori, filosofi, scommettitori. Per ogni categoria le storie e le azioni, le testimonianze vitali, la vita e la morte di studiosi e gente comune, vengono viste da ogni angolo possibile, e sembrano entrare nell’esistenza dell’autrice come un archivio infinito che non vede l’ora di presentarsi al mondo intero.

Un collettivo desiderio di ricostruzione

Biancamaria Frabotta, Tutte le poesie 1971-2017 - Decenni di poesia dal 1970 ad oggi, nell’anno in cui escono in volume Tutte le poesie 1971-2017. Biancamaria Frabotta è la poetessa che pubblicava le sue prime scritture nella memorabile rivista “Tam Tam” di Adriano Spatola e Giulia Niccolai. Nell’epoca in cui alla poesia si rivolgevano forze d’inedita energia creatrice, questa poetessa iniziava a difendere i tratti distintivi dell’essere maschio e femmina, e a esporsi in tale combinazione, con Affeminata, “bianca” plaquette del 1977 per Geiger, la sigla editoriale dell’ineffabile duo.

Speciale Stranimondi