22 Novembre, 2019

Tag: Renzo Paris

Dal nostro archivio

Una Tokyo di corpi e rovine

Hideo Furukawa, Tokyo Soundtrack - Hitsujiko ha solo 4 anni e mezzo quando il mondo tenta di ucciderla; ne ha 10 quando decide che è ora di rispondere colpo su colpo. “Scuotere il mondo dalle fondamenta. Distruggendolo… Ci riuscirò un giorno, lo giuro!”. Non si tratta di vuoti proclami.

Dimenticare Saigon?

Viet Thanh Nguyen, I rifugiati. "Sulla misura breve un esordiente alla narrativa come Nguyen se la cava egregiamente, raccontando storie di stralunata ma credibilissima quotidianità spesso tagliate bruscamente, quasi senza un vero epilogo (come in “Qualcun altro oltre te”), talvolta con una chiusa che ti lascia li a farti parecchie domande (come in “Donne dagli occhi neri” oppure “L'altro uomo”). "

Digital Humanities

Valentina Rivetti e Sebastiano Iannizzotto (mixed by), Alessandro Baricco (feat.), The Game Unplugged, Einaudi, Una recensione di Fabio Malagnini. Dalla proliferazione delle interfacce simboliche alla retromania anni 80/90 di default quando la memoria artificiale diventa illimitata; dalle vite sorvegliate del capitalismo digitale alle serie non lineari che non ci lasciano mai. Il catalogo è questo e comprende molto altro ancora. Per qualcuno il digitale conserva intatto il suo potenziale di cambiamento e, in meglio o in peggio, la partita è ancora da giocare, per qualcun altro la prima cosa da fare è uscire da un gioco divenuto tossico e riorganizzare le forze. Un po’ apocalittici, un po’ integrati, consolidano entrambi la cartografia del digitale.

Un’attonita Parigi

Enrico Pandiani, Un giorno di festa. "L’altra grande protagonista, tutt’altro che invisibile, resta però Parigi. Ancora attonita dopo il recente episodio terroristico del Bataclan, che Pandiani ricorda nelle sue pagine tentando d’interpretare il punto di vista di chi, diversamente da noi, nella città che ne è stato il tragico teatro ci vive tutti i giorni."

Atlante stradale della decadenza

Pino Corrias, Nostra incantevole Italia. "Eventi e infiniti spazi dell’Italia esclusiva che si chiamano Vajont, Sanremo (nel senso di Festival), piazza Fontana, Ostia (Pasolini assassinato, per intenderci), viale Mazzini, Villa Wanda (Gelli, proprio lui), Vermicino, via Fani, il Lingotto, Pio Albergo Trivulzio (Mani Pulite), Capaci, Arcore, Pontida, Cogne, L’Aquila, casa Prodi, Lampedusa, Sant’Ilario (Grillo stellato), palme plastificate sul Lungotevere (Dagospia), Cinecittà."

Speciale Stranimondi