18 Novembre, 2019

Tag: Poesia

Dal nostro archivio

Mentori ed eroi del pugilato

Scrivere di sport (e di boxe) è un'arte. Bisogna metterci corpo, cuore, cervello. Indifferentemente a quale categoria di peso letterario si appartenga. Questa è l'anima di Storie di pugili scritto da Marco Nicolini.

Quel settantasette newyorchese…

Michael Imperioli, Il profumo bruciò i suoi occhi. "Tragicomico rito di passaggio (e non il solo...) per l'indimenticabile protagonista di questo elegiaco e autobiografico bildungsroman dal crescendo appassionante, meticoloso montaggio di giorni, corpi, voci di una giovinezza affatto inventata. Scritta sulla pelle, letteralmente, quasi fosse un testamento. Di Lou e di Matt."

Frammenti di uomini e donne

Irwin Shaw, L'amore in una strada buia. "I personaggi dello scrittore statunitense (1913–1984) sono diversi, ma in ogni racconto il protagonista è l’amore di coppia, stanco, ancora vivo o non ancora troppo definito: incontri fortuiti, conversazioni inaspettate, telefonate non fatte o inattese cambiano le prospettive, dando a questi sentimenti visuali impreviste. "

La statura dei poeti

Ennio Cavalli, Se ero più alto facevo il poeta. "Ennio Cavalli, abitatore di estese colture poetiche, campi sterminati di parole addette a una lingua necessaria quanto inquieta, ha edificato il proprio Zibaldone. Un libro che sorpassa i consueti termini di raccolta o di altre definizioni più o meno azzeccate. Se ero più alto facevo il poeta: se la corporatura di Ennio avesse raggiunto l’altezza voluta (con la contigua ironia) le conseguenze pop dell’opera dove sarebbero arrivate?"

Interrogare maschile e femminile

Nadia Fusini, Una fratellanza inquieta - Inquieti adulti (ma provenienti da adolescenze impigliate in diversi secoli) ripresi oggi dal pensiero di Nadia Fusini, dopo anni di ricerche interiori e poetiche e attività sofisticate di traduzione. Rimessi in un dialogo dopo contrapposizioni e intelaiature mentali mai del tutto abbandonate, attraverso la riscrittura di un saggio pubblicato più di vent’anni fa, per dare una seconda chance al pensiero desideroso d’esser scritto per capire chi si è.