20 Ottobre, 2019

Tag: noir

Dal nostro archivio

Cose in viaggio

Franco Beltrametti, Il viaggio continua - Choses qui voyagent, poesie atmosferiche, carte, ritratti, libri, fogli sparsi, segni lasciati sul terreno, tour infiniti di cui non esiste un centro, ma tutto risale al viaggio, al nomadismo, come Franco “dichiara” nel disegno del ’94 (quasi un auto-manifesto) e posto in copertina di questo libro “più alto di 1 cm”. Flusso ininterrotto di tempo, senza una fine, contrariamente alla profetica poesia scritta nel settembre del ’95

Frammenti aguzzi per le vie di Belluno

Patrizia Valduga, Belluno. Andantino e grande fuga. "Belluno, intesa come città, assume in Valduga le sembianze di uno schermo vitale, non soltanto per quel che riguarda un “Posto di vacanza” di sereniana memoria. Si tratta di un controtempo improvviso, l’irruzione di settenari e endecasillabi in quartine dove uno sbilanciamento umorale si fa sentire forte e chiaro, come una spira risvegliata dal sonno, e risalente l’atmosfera di quel cielo nordico, sovrastante il luogo prediletto."

Paris sceglie Proust

Al tempo della sua vita cartacea, PULP Libri ospitava regolarmente la rubrica Il tempo ritrovato, firmata da Renzo Paris; ci sembrava quindi giusto chiedere a lui di proporci i paragrafi d'autore di gennaio, tanto per inaugurare il 2019 in grande stile. Dato il titolo della sua rubrica (che ci manca tanto) e la sua lunga attività di francesista, non sorprende più di tanto che la sua scelta sia ricaduta sull'ultimo volume della monumentale Ricerca del tempo perduto di Marcel Proust: per l'appunto, Il tempo ritrovato.

Ritorno dalla cripta dell’orrore

Si tratta di un florilegio (del male!) di ben trenta racconti pubblicati a partire dal 1964 su due leggendari periodici che assursero immediatamente allo status di culto: Creepy e Eerie, edite negli Stati Uniti dalla casa editrice Warren. Si trattava di vere e proprie riviste di grande formato, il cui piatto forte erano racconti brevi in bianco e nero, con storie originali o adattamenti di classici dell’orrore.

Emmanuel vuol chiudere il cerchio

Emmaunel Carrère, Un romanzo russo. "Tutto nasce dal ritrovamento di un prigioniero ungherese, Toma, in un ospedale psichiatrico di una piccola cittadina russa. Carrère decide di fare un reportage sull’accaduto per ripercorrere alcune tappe della vita del nonno materno, georgiano, sparito durante la Liberazione dopo aver lavorato per due anni, in Francia, come interprete per gli occupanti tedeschi."