9 Dicembre, 2019

Tag: Michele Mari

Dal nostro archivio

L’inferno glaciale

Sergej Lebedev, Il confine dell'oblio. "Tutto affonda in un grigiore assoluto dove le biografie sono scomparse, i vecchi stanno al confine della morte, e le carte spariscono nelle pieghe del suolo. La scrittura di Lebedev è una guida solida che non dà scampo a chi non si aspetta tanta ricchezza visionaria." Verso il grande Nord Siberiano. Verso il Confine (e oltre) dei confini, geografici e mentali.

Leonard dall’ovest al giallo

Giulio Segato, Una commedia americana. "Il saggio ripercorre l'evoluzione dello scrittore fin dagli esordi, legati al genere più americano che esista, quello ambientato nello spazio geografico e mentale della frontiera, il selvaggio west che Leonard frequenta a partire da quello che probabilmente è il suo primissimo racconto, «The Trail of the Apache», uscito su Argosy nel 1951. Segato segue poi con grande attenzione il passaggio dal western alle ambientazioni metropolitane del giallo, che avviene alla fine degli anni Sessanta."

Rispolveriamo le porte della percezione

C’è stato un momento nella storia dell’Umanità, tra la fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni sessanta del Novecento, in cui tutto sembrava possibile. In quel periodo, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta del XX Secolo, in cui si credeva che l’umanità potesse entrare in contatto con civiltà extraterrestri, che fosse possibile instaurare una società

La realtà della poesia

Stefano Raimondi, Il cane di Giacometti, Marcos Y Marcos. Nella nuova raccolta di Stefano Raimondi il disagio vitale non ha sistemazioni fisse, sembra a ogni pagina che la dispersione geografica sia onnipresente, e che su quelle strade (o sentieri o plaghe infinite) l’uomo (esploratore, cacciatore, tecnico, vittima, fors’anche poeta) nulla possa contro una realtà il cui punto di svolta appare sempre più come l’evento nucleare di Chernobyl

Una wunderkammer barocca dentro un museo vittoriano

Adan Zzywwurath, Fantaenciclopedia. Il fantastico in letteratura. "Un’impresa davvero titanica arrivare in fondo sia per l’autore che per il lettore, a cui si consiglia di consultare, spigolare, centellinare l’enciclopedia, non di affannarsi a leggerla di seguito: l’impegno richiesto è ampiamente ripagato dal piacere dell’abbandono incondizionato all’originalità e alla bizzarria di questo geniale gioco più borgesiano di Borges stesso".

Speciale Stranimondi