19 Ottobre, 2019

Tag: Michel Houellebecq

Dal nostro archivio

L’altra metà del fantastico

Aa.vv. Le visionarie. Fantascienza, fantasy e femminismo: Un’antologia - "E sia chiaro: qui non ci sono comizi e manifesti. C’è una scrittura sempre di buon livello con punte (non poche) di livello eccezionale se non sbalorditivo; ci sono racconti che sfruttano le potenzialità che solo la fantascienza può offrire per presentarci un mondo diverso dal nostro che però ci spinge, talvolta ci strattona, talvolta ci schiaffeggia, fino a obbligarci a rivedere questo mondo in cui viviamo con occhi del tutto diversi."

Nero italiano: l’ex soldato e la damsel in distress

Mauro Baldrati, Io sono El Diablo. "Finalmenteun noir vero, questo di Baldrati; non un giallo, un poliziesco, un thriller, ma un nero: autentico, impietoso, realistico, politico, ma soprattutto duro. Finalmente, severamente, tenacemente duro."

Un’insistente scontentezza

Nanni Cagnone, Dites-moi, Monsieur Bovary. "In tutto il libro vige la legge della terza persona, scelta formale che proietta Cagnone dentro l’attualità trascinando avvenimenti, dialoghi e personaggi. Siano essi controversi familiari, avversari, o amici (non rari questi ultimi, e purtroppo per lo più scomparsi). Gli incontri sono tanti, e possiamo dire d’ogni genere e tendenza: armonici, amorosi, dissidenti, urticanti, sessualmennte ricreativi, anche talvolta garbati."

Il fiume carsico della memoria

Una storia che travalica le frontiere e si intreccia con le stesse mostrando ancora una volta quanto i confini siano una durissima messa in forma da parte degli Stati e del capitale sui corpi di chi quei confini rifiuta riconoscendo piuttosto l’internazionalismo delle proprie istanze di giustizia o di chi le frontiere cerca di attraversale anche oggi drammaticamente

Impero fasullo

Tom Drury, Pacifico. "Grazie alla magia della scrittura di Drury, il dettaglio concreto si fa continuamente metafora e viceversa (un trucco che riesce solo parzialmente nei primi due volumi della trilogia e pienamente solo in quest’ultimo); il gioco di corrispondenze è infinito, ed è uno dei piaceri che offre la lettura di Pacifico."