16 Dicembre, 2019

Tag: Massimo Gardella

Dal nostro archivio

Non c’è Proust che tenga: il tempo è perduto fin dall’inizio.

Wallace Stegner, Verso un oscuro approdo "Questo romanzo, degno di forti aspettative, porta dentro all’incomprensione che fa tremare ovunque si viva, tra malattie e invecchiamento, al di qua o al di là dell’oceano. Ci si domanda quali spinte portino alla morte, in un moto che sembra lento ma proprio per questo, dal debutto alla fine, non dà scampo".

Reperti kafkiani

Reiner Stach, Questo è Kafka? "Vi sono aneddoti noti e meno noti, ed episodi che rafforzano il «mito» di Kafka e insistono sulla vertiginosa corrispondenza tra la sua scrittura e la sua vita, commenti e postille a testi celebri come «Desiderio di essere un indiano» o «Nella colonia penale», o le versioni abbozzate e alternative della «Lettera al padre» o il primo schizzo del Castello, così come vi sono altrettanti brani che smontano questa costruzione mitica e riportano l’autore praghese a una dimensione di quotidianità, nella quale sono assenti gli assilli dell’interpretazione e del senso e tutto sembra farsi totalmente superficie (ma è anche questo, a ben guardare, un esito liberatorio verso cui tende la scrittura kafkiana anche nel sue pieghe più riposte)..."

Dove le mappe non esistono più

Lawrence Osborne, La ballata di un piccolo giocatore. "Qui non c’è più la guerra indocinese, ma il demone Kurtz continua la sua nefasta azione tra l’esoterico e il sanguinolento commercio. Non sorprenda, siamo ancora nel labirintico Oriente, basta sostituire le foreste del delta del Mekong con le ballardiane foreste di cristallo del terzo millennio. E i guai lo, i Westerners, gli occidentali, come sono definiti dai cantonesi gli europei finiti lì, spesso si trovano inguaiati in traffici sconosciuti o, come in questo caso, in azzardi disastrosi per l’eventuale malloppo arraffato in patria."

Il pugile poetante

Arthur Cravan, Grande trampoliere smarrito. "In Grande trampoliere smarrito troviamo alcune sue prose e scritti di vario genere, un assaggio delle sue poesie e delle sue lettere, in dosi sufficienti per farci un’idea della follia del personaggio, che era anche, tra le mille cose, nipote di Oscar Wilde – il padre ne era stato il cognato. Impossibile per il poeta-pugile non giocare con una simile parentela. Allo zio sono infatti dedicati «Documenti inediti su Oscar Wilde» e «Oscar Wilde è vivo!»"

Il senso di Michail per la neve

Michail Bulgakov, Memorie di un giovane medico. "Appena uscito dalla facoltà di medicina con il massimo dei voti, un ventitreenne Michail Bulgakov si ritrova catapultato in un piccolo villaggio sperduto nella neve che ricopre tutto, implacabile. Lì, in mezzo al nulla, dovrà fare i conti con i malati, quelli veri, i poveri del popolo con le loro credenze e diffidenze. "

Speciale Stranimondi