16 Ottobre, 2019

Tag: Mary Wollstonecraft

Dal nostro archivio

Lei canta il corpo elettrico

Naomi Alderman, Ragazze elettriche. "Al cuore del romanzo c’è una metafora semplice ma cruciale come il titolo: in inglese l’energia elettrica e il potere sono designati dalla stessa parola, power (cosa che inevitabilmente si perde nella traduzione italiana, anche se ci si può arrivare facilmente). Potere ed energia elettrica si comportano allo stesso modo: partono da un centro e si ramificano rapidamente verso la periferia, e altrettanto rapidamente tornano al punto di partenza."

Dirige l’orchestra il Maestro Robecchi

Alessandro Robecchi, Follia maggiore. " Viene infatti trovato il cadavere di tal Giulia Zerbi, anziana signora della Milano bene, caduta per caso nelle mani di un giro di usura finito male. La signora ha una figlia giovane di nome Sonia, una soprano che studia per diventare una star del settore. Come in una favola però, i nostri eroi verranno richiamati al lavoro dal Serrani che sarà uno dei pezzi fondamentali del puzzle costruito dall’autore."

…e ti tirano le pietre!

Claudio Morandini, Le pietre. "Le pietre, con la sua vicenda surreale, tra Ionesco e la letteratura di montagna, di una valle dove abitanti e turisti vengono attaccati da pietre animate da una volontà malevola e ostile, è a tutti gli effetti uno spinoff dello spinoff, una nota a pie' di pagina di Neve, Cane, Piede. Se quello vi piacque, questo non perdetevelo. Per nessun motivo."

Meat is murder

AA.VV. Essere vegetariani nell'antica Grecia. "Anche Plutarco fa derivare la corruzione morale dal consumo di carne (“E dopo aver fortificato a poco a poco la loro brama insaziabile, gli uomini si rivolsero all’assassinio del loro simili, alle guerre e alle stragi”), in quella visione del mondo che fin da Talete vedeva “tutto pieno di Dèi”, intendendo, nel miglior stile del politeismo greco, la sacralità di tutti gli enti, più che l’idea panteistica."

Pastorale svizzera

Noëmi Lerch, La contadina. "S'intuisce per esempio che l'anno passato a falciare il fieno e mungere le vacche per la giovane narratrice è una pausa tra una vita e un'altra; che, a differenza della Contadina, non si stabilirà lì, non metterà le radici in quella terra di pascoli, boschi e frane incombenti (con pietre morandiniane che vengono giù ogni tanto)."