7 Dicembre, 2019

Tag: Maria Grazia Calandrone

Dal nostro archivio

Je T’aime… Gainsbourg

Nella prima metà degli anni Settanta, anni dopo l’uscita sul mercato italiano, passava nelle radio il singolo “Je T’aime… moi non plus”, forse per...

Villon sotto la neve

Robert Louis Stevenson, Un tetto per la notte. "A Stevenson interessa l’atmosfera notturna e un po’ bieca che assume Parigi vista dagli occhi di un Villon non privo di acutezza e velenosa ricerca di suggestioni, trasandatezza e vil denaro. Del resto, è noto, al poeta dedica diverse attenzioni saggistiche. Un tetto per la notte, confluito in New Arabian Nights, narra di una peripezia nel gelo parigino in una notte di tormenta, dopo aver assistito a un omicidio da parte di compagni di gioco e sbronze."

L’ultimo Ceronetti

L’ultimo Ceronetti, a meno di un anno dalla sua scomparsa, ci ha lasciato una corposa serie di compilazioni miscellanee di brani (in gran parte da lui tradotti) su argomenti che gli stavano a cuore, e che già avevano animato il suo particolarissimo teatro; vere monografie antologiche orientate secondo il taglio e il piglio eterodosso del “marionettista sensibile”.

Affacciarsi con stupore sul mondo

Hone Tuwhare, Piccoli buchi nel silenzio. Poesie "Tuwhare contamina la lingua inglese disseminandola di parole maori che fanno letteralmente buchi nel silenzio al quale le culture aborigene sono state condannate dal colonialismo europeo. Così, lettori e lettrici dell'emisfero nord possono raccogliere da questa semina dell'autoreneozelandese il profumo di un mondo misconosciuto e vivo, incistato nel cuore della lingua del padrone".

Ho sposato Philip Roth

scrive PAOLO SIMONETTI "Perché il patrimonio che Roth lascia alla letteratura è immenso e vivrà dopo di lui nelle pagine dei suoi libri, come in quelle di chi, come me, prenderà in mano la penna cercando di imitarlo, criticarlo, commentarlo, analizzarlo, ricordarlo..."

Speciale Stranimondi