20 Ottobre, 2019

Tag: Marco Gherardini

Dal nostro archivio

Guerra a fumetti

Recensione a Garth Ennis, Le storie di guerra. 1939-40: Spagna/Inghilterra, dis. Carlos Ezquerra e Tomas Aira, tr.  Leonardo Rizzi, Saldapress. Il volume comprende due storie. La prima è “Condor”, ambientata durante la guerra civile spagnola: quattro combattenti, un pilota di caccia tedesco, un fascista irlandese (esistevano, garantisco), un volontario socialista inglese e un miliziano iberico originario di Guernica, si ritrovano accidentalmente tutti insieme nel cratere scavato da un proiettile d'artiglieria, e sono costretti, essendo disarmati, a convivere in quella buca per sopravvivere a un fitto cannoneggiamento. Segue “Lo squadrone dei vampiri”, una storia che si concentra su una vicenda tutt'altro che nota, quella dei piloti della caccia notturna inglese. Dopo la Battaglia d'Inghilterra la Luftwaffe comprese che insistere con i bombardamenti diurni era impossibile, e passò a quelli notturni.

Tempo di grandi pulizie

Enrico Pandiani, Polvere. "E resterà impressa nell’immaginazione di chi legge anche la città di Torino, location non troppo gettonata in narrativa a dispetto dell’indiscusso fascino imperiale che il capoluogo piemontese (nonché città natia dell’autore) emana a prescindere."

Il canto degli sposi bambini

Bianca Pitzorno, La canzone di Federico e Bianchina. "Personaggio fondamentale, oltre ai bambini, è il vento che permetteva alle navi di viaggiare e alle emozioni di librarsi in volo nel cielo sopra Genova, nonché di soffiare via dal cuore del lettore quella malinconia del finale inaspettato. In poche righe la Pitzorno è riuscita a dare valore aggiunto a un libro che sarebbe rimasto uno tra i tanti testi illustrati per ragazzi."

Il ritorno di HAL 9000?

Giuseppe Genna, History. "Eppure, come alcuni scrivono, siamo all’alba di una nuova specie. E tutto History viaggia verso l’ultimo sprofondante capitolo, "Beyond Jupiter and the Infinite", che oltrepassa non a caso il titolo e il senso del finale dato da Kubrick al suo 2001: Odissea nello spazio. "

Surfisti cinesi?

Francesco De Luca, Karma Hostel. "Da bravo surfista De Luca è anche un po' un mistico, un po' un visionario, e anche, se vogliamo, un po' sballato, ma nel senso più buono del termine. E sballata è la sua prosa, altalenante come le onde, torrenziale come le piogge tropicali, sballottante come il mare squassato da un tifone (arriva anche quello).