10 Dicembre, 2019

Tag: letteratura danese

Dal nostro archivio

Botte da orbi; e ancora botte da orbi

AA.VV., N di meNare "N di meNare, come dicevo, contiene esattamente quello che il titolo lascia presagire: una carrellata sguaiata e spassosissima di avventure bislacche popolata da eroi improbabili, eroine procaci e letali ed esseri di varie forme e dimensioni. Un divertissement che mostra una conoscenza profonda degli stilemi dei vari generi che affronta, e che li riproduce spingendo al massimo sull’acceleratore, esaltando le possibilità metanarrative più buffonesche e ammiccanti."

Simona Baldanzi sceglie John Steinbeck

Paragrafi d’autore: questa volta è il turno di Simona Baldanzi che per la rubrica ha scelto di parlarci di John Steinbeck, uno scrittore determinante per la sua formazione e per la sua attenzione non comune verso i disagiati, le classi minori, i lavoratori.

Calligarich sceglie Hemingway

Paragrafi d'autore: Calligarich sceglie Hemingway. "Gianfranco Calligarich, scrittore e sceneggiatore per il piccolo e grande schermo, sceglie, come modello di prosa, tre paragrafi tratti da tre diverse opere di Ernest Hemingway, e le presenta con un breve e penetrante commento".

La materializzazione dell’astratto

François Rabelais, Gargantua e Pantagruele. "È Auerbach a individuare una netta posizione anticristiana, «per lui è buono l’uomo che segue la sua natura, e buona è la vita naturale, sia quella degli uomini che quella delle cose», e prosegue scrivendo che per "Rabelais non esiste peccato originale né giudizio finale. A rileggere oggi quest'opera monumentale, queste osservazioni suonano ancora più forti e profonde, soprattutto in un’epoca di materialità effimera come l’odierna, che si esprime solo attraverso il possesso e non attraverso l’essere e il vivere..."

Una Babilonia interiore

Yasmina Reza, Babilonia. "Trattandosi di Reza, la sua maestria va ancora più a fondo, e come accade spesso nel vero teatro e nei teatrini quotidiani il tragico diventa parente prossimo del comico. Ma ciò a cui assistiamo in questo racconto è talmente convincente, anche se molti arricceranno il naso, da far pensare che tutto non sia dovuto a mera coincidenza. E che i due protagonisti si ritrovino affaccendati in un delirio fuori misura. L’idiozia genera mostri, suggerirebbero i fratelli Cohen."

Speciale Stranimondi