9 Dicembre, 2019

Tag: leggi razziali italiane

Dal nostro archivio

Profondo Argento

Dario Argento, Horror. "A parte un paio di racconti deludenti, i troppi aggettivi talvolta contrastanti tra loro, e una scrittura ingenua, bisogna ammettere che le storie restano. Continuano a girarti per la testa in maniera leggermente ossessiva, ma se l’intento è di terrorizzare il lettore purtroppo l’obiettivo non è stato raggiunto. In parte a causa di alcune lungaggini che si sarebbero dovute eliminare in fase di editing, e in parte perché gli anni ’80 sono finiti da un pezzo e la firma di Argento come regista non regge gli anni 2000 nella narrazione su carta."

Notizie da un posto di vacanza

Silvia Sereni, figlia di Vittorio, poeta novecentesco e direttore editoriale di Mondadori per molti anni, ha raccolto in Un mondo migliore ricordi, storie, vezzi...

Lo sconfinamento che regola la Storia: sulla scrittura di Alessandro Leogrande

L'infaticabile impegno di Leogrande irrompeva là, dov'era in agguato la spiegazione facile, fondata sulla cristallizzazione degli stereotipi. La precisione del lessico e l'esattezza della scrittura, la generazione continua di connessioni, talvolta inaudite, gli scavi testardi e uno sguardo di rarissima umanità in tempi come questi – tempi sempre interessanti per lui – permettono alla sua scrittura rigorosa di illuminare il futuro con rapidi bagliori accecanti, proiettando le sue narrazioni nello spaziotempo striato della Globalizzazione, parola chiave nei suoi scritti degli anni Duemila.

Resistenza del mito

AA.vv. Mito classico e poeti del ‘900. "Un’introduzione di temperamento lampeggia sulle urgenze poetiche che hanno varcato l’anacronismo dell’epoca, da Pavese a Brodskij, da Ritsos a Mandel’štam, da Herbert a Calvino. La frequentazione dei classici a qualcuno ha salvato la pelle, ad altri ha permesso di viaggiare controvento su onde lunghissime che hanno intersecato decine di secoli."

Dietro le linee

Manlio Calegari. Behind the Lines. La partita impossibile (1990-91), Impressioni Grafiche. Recensione di Marco Codebò. L’ultimo libro di Manlio Calegari è al tempo stesso manuale di storia orale, trattatello di fenomenologia del ricordo, storia di una comunità operaia nel secondo dopoguerra, distaccata analisi dell’invecchiamento, saggio critico sul Sessantotto e i movimenti giovanili dei due decenni successivi, miscellanea di geografia dell’entroterra del levante ligure.

Speciale Stranimondi