29 Gennaio, 2020

Tag: Karl Marx

Dal nostro archivio

Speciale Hans Fallada: Il mio Reich per un cavallo/2

Nel 1936, Fallada pubblica Vecchio cuore vai alla ventura (Mondadori, 1938), romanzo che gli attirò le critiche dei nazisti, ma a partire da Wolf unter Wolfen (Lupo tra i lupi), pubblicato l’anno dopo, il regime comincia ad approvare le opere di Fallada, perché quest’ultimo romanzo sembra concentrare le sue critiche ancora una volta contro la Repubblica di Weimar. A questo punto scrive un romanzo dove si mostra la Germania umiliata dopo la grande guerra attraverso la storia di una famiglia tedesca fino al 1933. Goebbels rivede il manoscritto e chiede all'autore di andare oltre quell'anno, per far vedere come l'avvento del nazismo abbia portato al riscatto della nazione...

Amore impossibile e rassicurante

Gilberto Severini, Dilettanti. "Scrittore amato dagli scrittori, da un pubblico di lettori che non si accontenta, è l’esempio di un autore che non ha mai cercato la ribalta né di gratificare il lettore con facili ammiccamenti. Gilberto Severini non scrive per il successo, forse per questo ha coltivato un talento difficilmente eguagliabile e scritto pagine memorabili di letteratura italiana."

I racconti neri dell’inquietante Oates

Joyce Carroll Oates, Il collezionista di bambole. "Attraverso una manciata di racconti vediamo dispiegarsi davanti ai nostri occhi una realtà acida e corrosiva, tematiche anche socialmente impegnative. Ma chi ama il racconto horror classico resterà deluso: qui si lavora di fino, non si mira mai alla pancia del lettore. Con una maestria tecnica impareggiabile Oates trasforma sempre lievemente tutto quello che osserviamo durante il racconto, facendoci rendere conto della difficoltà di comprendere il reale. Noi crediamo di aver capito un contesto, la psiche di una persona o una filosofia: ma vedrete che a fine racconto con senso di amaro dovrete cambiare idea."

Intervista a Corrado Stajano

Intervista a Corrado Stajano su "Il sovversivo. Vita e morte dell'anarchco Serrantini" edizioni Il Saggiatore. "Vede, questo è il mio libro più amato, mi è davvero rimasto dentro. Per scrivere l’introduzione alla nuova edizione ho dovuto riguardare le lettere, le numerosissime recensioni di allora, il libro uscì nel 1975. È stato un processo faticoso, e anche doloroso, rileggere una storia impossibile, assurda. Sì, sono passati quarantasette anni, ma provo ancora molto dolore."

Il cielo rosso del coraggio

Giuseppe Berto, Il cielo è rosso. "Uno dei primi romanzi ambientati sul finire della Seconda guerra mondiale ed editi durante la ricostruzione, quando il Paese era ancora un cumulo di macerie e le sue profondissime ferite lungi dall’essere rimarginate. Berto lo scrisse durante l’estate del 1944 nel campo di prigionia di Hereford, nel Texas, mosso dal lancinante senso di colpa di chi, confessò in seguito, “come italiano e fascista sente di aver contribuito allo scatenarsi della guerra”.

Speciale Stranimondi