19 Ottobre, 2019

Tag: James G. Ballard

Dal nostro archivio

Malinconia d’agosto

Mauro Fabi, La cantina. "Giulio Spadoni è sceso in cantina per recuperare il canotto del figlioletto e godersi una giornata di mare con la sua famiglia, ma da quel momento di lui si perde ogni traccia. Raimondi sa che per trovarlo deve osservare i pochi indizi a sua disposizione: soprattutto la sua preziosissima collezione di fumetti di Phantom, l’uomo mascherato."

Tu, sanguinosa adolescenza

Enrico Brizzi, Tu che sei di me la miglior parte. "Brizzi si riconferma narratore talentuoso e sicuro di sé, che sa sempre giocare i suoi temi favoriti (calcio, Bologna, bicicletta, ancora Bologna, episteme borghesuccia, sempre Bologna, adolescenza e annesse trappole, ecc.) in modo ammirevole. Anche se questo tomo non lo ritengo all'altezza della Trilogia Fantastorica Italiana (di cui è fortunatamente imminente la ristampa), resta comunque un gran bel tour de force narrativo e – come direbbero gli americani – un page-turner."

Le norme del Gran Lombardo

Carlo Emilio Gadda, Norme per la redazione di un testo radiofonico. "Le Norme per la redazione di un testo radiofonico vennero incluse al contratto degli operatori, e inizialmente furono anonime. La prima edizione del ’53 aveva una copertina suggestiva: nella foresta, un saggio parla a tre animali feroci, che lo ascoltano assorti. In una seconda edizione del ’73, il libretto fu attribuito a Gadda e in copertina c’è il suo volto."

Albertine. Desiderio espanso in ogni dove

Anne Carson, The Albertine Workout. "In 59 frammenti e alcune appendici il grande amore di Marcel, Albertine, viene sezionata e presa fra le braccia, in senso metaforico e reale, nel pieno dei suoi passaggi nel vasto mondo della Recherche, testimoniandone presenze e assenze e trasformazioni."

Un romanzo da leggere: “Marie Grubbe” in una nuova traduzione

Jens Peter Jacobsen, Marie Grubbe. "Il romanzo di Jens Peter Jacobsen torna adesso a disposizione del pubblico italiano in una nuova traduzione, a opera di Bruno Berni, che gli rende finalmente piena giustizia (come già era avvenuto alcuni anni fa con il "Niels Lyhne" delle edizioni Iperborea, a cura di Maria Svendsen Bianchi) e ne restituisce le sfumature elaborate, i toni talvolta bruschi e anche volgari, talvolta barocchi, sempre sontuosi, di una lingua che Jacobsen cercò di modellare su quel diciottesimo secolo in cui il romanzo è ambientato. Un’operazione che fa onore alla casa editrice che l’ha intrapresa e che speriamo possa avere il successo che merita."