7 Dicembre, 2019

Tag: Harold Bloom

Dal nostro archivio

Una sinfonia di parole

Smith, Inverno, Edizioni SUR. Recensione di Laura Fedigatti. A Seasonal Quartet, un quartetto di stagioni: quattro romanzi per quattro stagioni differenti e quattro storie diverse tra loro. Il quartetto ci ricorda qualcosa di musicale ed è così che la scrittura di Ali Smith può essere definita: musicale, per il ritmo, per la scelta delle parole, per le immagini e le emozioni evocate. 

Ecco come sappiamo d’essere vivi: sbagliando

Marco Missiroli, Fedeltà. "I rapporti vorrebbero un governo emotivo temperante, privo di artifici, fatto di incastri lucidi e avveduti, ma troppo spesso questo non accade. L’autore lo mostra con parole esatte, come in una danza a cui tutti partecipano ma nessuno diventa primo ballerino. Non vi sono gerarchie, ovunque soffia il sistema perfetto di una felicità creativa che coglie in volo anime in fuga con i loro errori compiuti nei fasti della realtà".

Tutto è altrove

Iain Chambers, Paesaggi migratori. Cultura e identità nell'epoca postcoloniale. "È un pensiero critico felice e accattivate, quello di Chambers: a ogni riga, ad ogni pagina riempiamo la nostra cassetta degli attrezzi per resistere ed essere pronti al futuro anteriore della migrazione, adesso, proprio qui, proprio ora, nel Paese tutto immerso nel Mediterraneo che torna a farsi sedurre da porti chiusi, inquietanti forme di neo nazionalismo e tradizioni inventate, tristemente incapace di ritrovare nelle sue rovine lo slancio per scrivere una storia nuova."

Supplemento domenicale: Il nostro Hemingway

Il Dipartimento di Studi greco-latini, italiani, scenico-musicali dell’università “Sapienza” di Roma ha raccolto un gruppo di esperti di varie discipline, per riflettere sulla visione hemingwayana della Grande Guerra in Italia e, a più ampio respiro, sulla figura di Hemingway inserita nello scenario italiano.

Mediterraneo ieri e oggi (forse)

Mare nostrum e barca. Suggerisce qualcosa? Sono trascorsi 85 anni da quel periodo, eppure leggendo queste pagine ci si ritrova improvvisamente in qualcosa di graffiante e spericolato, per alcuni tratti perfino imbarazzante.

Speciale Stranimondi