18 Novembre, 2019

Tag: H.P. Lovecraft

Dal nostro archivio

Scheletro nell’armadio

András Forgách, Gli atti di mia madre. "Forgách per più di un anno frequenta gli archivi col cuore e il pianto in gola per la scoperta e per il mondo oscuro che emerge dai rapporti fin lì secretati e che invadono come una marea la vita fin lì vissuta. Sua madre è morta nel 1985, non può più parlarle e confrontarsi con lei, cercando di analizzare la parola 'tradimento'."

Scopate boreali

Bergsveinn Birgisson, Risposta a una lettera di Helga. "Gli impeti erotici, per la verità, sembrano esaltare tempi in cui non si temeva di considerare l’invadenza del corpo come qualcosa di contrario alla civiltà. Ne risulta un mondo arcaico di grande impatto, pieno di rischi ma dove le ricchezze femminili e maschili sono ancora saldamente intrecciate alle antiche cadenze della natura. La scrittura di Birgisson vi si adegua, ne trae vantaggio, e rimanda a noi confessioni schiette che consideravamo estinte."

Perché scrivo?

Will Blythe (a cura di), In punta di penna. Riflessioni sull'arte della narrativa. Volume secondo "Nel 1999 Will Blythe invita un nutrito gruppo di scrittori americani, tra cui Pat Conroy, Mary Gaitskill, Norman Mailer, Rick Moody, Terry McMillan, David Foster Wallace, Mark Jacobsen e altri a spiegare ai loro lettori per quale motivo si siano dati alla letteratura".

Un’insistente scontentezza

Nanni Cagnone, Dites-moi, Monsieur Bovary. "In tutto il libro vige la legge della terza persona, scelta formale che proietta Cagnone dentro l’attualità trascinando avvenimenti, dialoghi e personaggi. Siano essi controversi familiari, avversari, o amici (non rari questi ultimi, e purtroppo per lo più scomparsi). Gli incontri sono tanti, e possiamo dire d’ogni genere e tendenza: armonici, amorosi, dissidenti, urticanti, sessualmennte ricreativi, anche talvolta garbati."

Naila di Mondo9, o la ruggine dell’entropia

La chiave per comprendere Mondo9 è il metallo. Non i metalli, dato che non c’è differenziazione nell’universo di Naila: si tratta di una lega simile all’ottone, deformabile se sottoposta a determinate forze. Il metallo è un’immagine semplice e immediata, alla quale Tonani attribuisce una serie di motivi narrativi. È l’ultimo stadio di una malattia devastante e dalla mortalità elevata, il Morbo, che trasforma progressivamente la carne umana in inorganico.