9 Dicembre, 2019

Tag: Grisélidis Réal

Dal nostro archivio

Morozzi quanto basta

Gianluca Morozzi, Gli Annientatori - Gli editori che ne hanno finora dato alle stampe l’ampia produzione libresca, negli strilli impressi su svariate copertine, tendono a ricordare al pubblico dei lettori che Gianluca Morozzi è l’autore di Blackout. Niente da dire, un ottimo romanzo, campione di vendite, diventato poi film sul mercato americano, caso rarissimo nella scena editoriale del Belpaese. Se dunque lo strillo si chiama strillo per qualche sacrosanto motivo, è giusto strillarle certe cose, ci mancherebbe.

Tutti i colori del lutto

Karen Green, Il ramo spezzato. "Se sei stata la moglie di uno scrittore che è posseduto da milioni di lettori compulsivi e ossessivi, sopravvivere alla catastrofe strappata al suo privato è un’impresa disperante. Non resta che chiedersi: «A chi posso rendermi invisibile? A chi posso rendermi magicamente visibile?» L’artista Karen Green ha avuto la ventura di avere per marito David Foster Wallace, che l’ha lasciata nel modo più brutale, impiccandosi 10 anni fa."

Maledetti Appalachi…

Brian Panowitch, Bull Mountain. "Panowich ha studiato la tradizione letteraria del Sud americano con attenzione, e si vede. La montagna immaginaria che dà il nome al romanzo è parte della catena degli Appalachi, un territorio che, come ha scritto Henry D. Shapiro in Appalachia on Our Mind, ha sempre avuto i contorni di una terra incognita per gli Stati Uniti."

Reportage di morte

James Ellroy, Cronaca nera, Einaudi. Una recensione di Roberto Sturm. Ellroy si cimenta in due reportage, una forma a lui meno usuale, di casi di cronaca avvenuti negli anni Sessanta a New York e negli anni Settanta a Los Angeles.

Romanzo a orologeria

Tiziano Scarpa, Il cipiglio del gufo - Di Tiziano Scarpa ricordiamo, all’inizio del 2001, le poesie scritte insieme a Aldo Nove e Raul Montanari, vere e proprie “covers” di canzoni considerate classiche, Beatles Pink Floyd Peter Gabriel Lou Reed David Bowie per intenderci. Riscritture di una quarantina di canzoni celebri, piste di decollo per testi poetici e fantasie metriche portate anche nei teatri. Bisognava capire come Scarpa e soci camminassero liberi nei vasti territori delle merci, in quel novello sfarfallio pop e intellettuale che alcuni appaltatori definivano postmoderno.

Speciale Stranimondi