7 Dicembre, 2019

Tag: Giorgio Caproni

Dal nostro archivio

…e, ove possibile, all’armatore e al proprietario della nave, si applica a ciascuno di...

Oggi 12 giugno 2019, il consiglio dei ministri approva il decreto sicurezza bis, destinato ad eliminare ogni attore e spettatore scomodo presente nel mare Mediterraneo.

L’importanza di essere il Re

Stephen King, Owen King, Sleeping beauties. "Il romanzo ha un inizio decisamente debole e lento, che si riscatta dopo un centinaio di pagine. Sebbene sia lettrice di entrambi i King bisogna ammettere che s’intuisce facilmente chi abbia scritto cosa, Owen introducendo l’elemento fantasy certamente più nelle sue corde, alleggerendo la narrazione al lettore, che viene prontamente riportato con i piedi per terra da Stephen, grazie al suo stile decisamente più concreto e violento."

Il Presidente Allende e il traditore Pinochet

Jorge González e Oivier Bras, L’ombra di Allende, 001 Edizioni. L’ombra di Allende, oltre alla forza della Storia che ognuno di noi conosce, ruota in maniera del tutto originale intorno al tema del tradimento. Tradimento della tradizione democratica del Cile, tradimento della Costituzione e delle leggi, tradimento dei legami affettivi tra le persone che si schierarono all'interno delle famiglie in maniera opposta, tradimento dell’etica per la furia omicida del regime che si abbandonò all'omicidio sistematico e alla tortura; tradimento tra due uomini che, non dimentichiamolo, erano Presidente e Ministro dello stesso governo.

Philip Roth: l’invenzione dell’America

Perché scrivere? Philip Roth se lo chiedeva già nel lontano 1960, durante un simposio organizzato dall’università di Stanford; il suo intervento di allora, intitolato Scrivere narrativa americana, è più che mai attuale e adesso è finalmente accessibile anche al pubblico italiano in questo prezioso e imprescindibile libro appena pubblicato da Einaudi, che raccoglie i testi di non-fiction presenti nell’ultimo volume dedicato dalla prestigiosa Library of America all’opera omnia dello scrittore.

Un brano spontaneo di città operaia

Francesco Pecoraro, Lo stradone, Ponte alle Grazie. Una recensione di Isabella Bignozzi. Il caffè non è buono – dice il narratore - nell'unico bar che ancora resiste prima del curvone. Si fumano Marlboro rosse, i pensionati camminano spenti e malvestiti, chiusi in un opaco malumore tra sprazzi di razzismo qualunquista, evitando sui marciapiedi gli accumuli di immondizia e le deiezioni abbandonate dei cani. Siamo nel quadrante delle fornaci, nella sacca operaia che ha fatto a mani nude i mattoni e i laterizi che hanno ingrandito la città di Dio, nel quartiere che non è un quartiere, non è una borgata, non è aggregato urbano in armonia con il resto del territorio. Una comunità sub-urbana con una storia diversa.

Speciale Stranimondi