18 Novembre, 2019

Tag: giallo

Dal nostro archivio

La tragedia dell’attore

Georges Simenon, Le persiane verdi. "Tocchiamo infatti l’apice del suo talento narrativo con un testo che più degli altri indaga nella psicologia dei personaggi, che ci offre un incipit di rara potenza evocativa ambientato in uno studio medico,  e narra una storia che a distanza di quasi settanta anni mantiene intatta la sua freschezza e la sua attualità; un romanzo scritto con uno stile essenziale che non deborda mai nell’autocompiacimento."

Nessuna parola a caso, e l’avventura è servita

Joe R. Lansdale, Il sorriso di Jackrabbit. "Ma ecco che qualcosa guasta i programmi dei nostri: al clou della festa, mentre Hap sta arrostendo salsicce per tutti nel giardino di casa, fanno la loro comparsa due ospiti non invitati: Judith Mulhaney e il figlio Thomas hanno urgente bisogno di conferire con chi di dovere per un’indagine delicata. La figlia minore, Jackie Mulhaney, detta Jackrabbit per via della sua arcata dentale superiore un bel po’ sporgente, è scomparsa senza lasciare tracce."

Maledetti Appalachi…

Brian Panowitch, Bull Mountain. "Panowich ha studiato la tradizione letteraria del Sud americano con attenzione, e si vede. La montagna immaginaria che dà il nome al romanzo è parte della catena degli Appalachi, un territorio che, come ha scritto Henry D. Shapiro in Appalachia on Our Mind, ha sempre avuto i contorni di una terra incognita per gli Stati Uniti."

Rivoluzione e liberazione

Frantz Fanon, La rivoluzione algerina e la liberazione dell'Africa. "Lo sguardo di Fanon non resta intrappolato in quella che rischiava di essere una claustrofobica dinamica franco-algerina: esso ritmicamente si allarga, rimandando all'ambiguità delle reazioni euro-americane (soprattutto alle ondivaghe posizioni di Stati Uniti, Regno Unito e Italia) nei confronti della causa algerina e, in maniera ancora più eloquente, al significato profondo di quella rivoluzione, ovvero il movimento anticoloniale di liberazione di tutti i popoli oppressi dalle potenze europee."

Prima di Serotonina il male dov’era? E dov’è ora?

La spigliatezza chimica, al centro del romanzo, fa confluire i diversi stampi della “poetica” a cui Houellebecq si dedica da un bel po’ di anni, la creazione di un odio martellante e le bozze di manifesti tutt’altro che garbati si spingono ben oltre aridità e scortesie non nuove ai frequentatori