26 Gennaio, 2020

Tag: fumetti

Dal nostro archivio

Una vita per la Costituzione

Carlo Smuraglia. Con la Costituzione nel cuore. "In definitiva, da questo libro si sprigionano degli insegnamenti che un Paese che ha smarrito il senso della memoria e il valore della riflessione non può ignorare, se non vuole definitivamente spegnersi: la memoria come forma di conoscenza, di analisi e valutazione dei fatti, base della vita comune di un consesso che vuole dirsi civile. Il rischio dell’oblio, della cancellazione di ciò che è avvenuto, ciò che si è acquisito, forse il peggiore dei mali."

Qualcosa di nuovo sul fronte interno

Emilio Franzina, Al caleidoscopio della gran guerra. " La ricerca dello storico si dirama infatti su piste assai diverse, unificate dal concetto chiave di “fronte interno”. Franzina non è storico militare, come Rochat, Del Boca o Pozzato; nella sua vasta bibliografia s'è occupato di molti argomenti, ma non di guerra combattuta al fronte. Però questo è in ogni caso un validissimo e sostanziosissimo contributo sulla guerra combattuta nelle retrovie: sulla partecipazione dei civili alla guerra."

Necessità del futuro

Non è un libro facile l’ultimo saggio pubblicato da Bifo, non è un libro propositivo, allegro o speranzoso perché analizza e riflette una società...

Profondo Argento

Dario Argento, Horror. "A parte un paio di racconti deludenti, i troppi aggettivi talvolta contrastanti tra loro, e una scrittura ingenua, bisogna ammettere che le storie restano. Continuano a girarti per la testa in maniera leggermente ossessiva, ma se l’intento è di terrorizzare il lettore purtroppo l’obiettivo non è stato raggiunto. In parte a causa di alcune lungaggini che si sarebbero dovute eliminare in fase di editing, e in parte perché gli anni ’80 sono finiti da un pezzo e la firma di Argento come regista non regge gli anni 2000 nella narrazione su carta."

Eredi Poe

Thomas Ligotti, Nottuario. "La vera notte, secondo Ligotti, è da identificarsi con l’assoluta insensatezza della vita e la certezza della morte, che è vissuta e narrata con una cupezza quasi insostenibile. Lovecraft aveva posto a demiurgo dell’universo una divinità cieca e idiota, il cui risveglio coinciderebbe con la fine di tutte le cose, essendo il “reale” solo il lungo sogno delirante di quest’essere abominevole."

Speciale Stranimondi