18 Gennaio, 2020

Tag: fascismo

Dal nostro archivio

Vita con James (e gli altri)

Sylvia Beach, Shakespeare & Company. "E qui inizia l’epica dell’Ulysses. Tutto quanto si deve sapere intorno al romanzo più rivoluzionario e meno accettato dell’epoca. Scrittura, revisioni, carta su cui stamparlo, errori e refusi, famigerata e orripilante riscrittura manuale dell’autore direttamente sulle bozze, geroglifici ininterpretabili, spaccio del volume, pesante un chilo e mezzo, in America da parte di amici fenomenali capaci di sorpassare le dogane in allerta."

Vite brevi, vite americane

Ho voluto accoppiare questi due fumetti perché appartengono entrambi a un genere che ultimamente sta letteralmente dilagando, quello delle biografie narrate con parole e immagini sequenziali; basti pensare alle numerose proposte della casa editrice Becco Giallo per rendersi conto di quanto spesso la vita di personaggi famosi per le ragioni più disparate venga inquadrata in vignette e raccontata in didascalie.

Storie a miriadi

Giovanni Mariotti, Storia di Matilde. "Certamente questo libro è una dimora fatta di mezzanini e stanze dentro stanze, abbaini e soffitte, anche camere da letto soffici dove infondersi un po’ d’allegria. La gestione dei garbugli esige mosse e contromosse, da parte dell’autore, giù giù fino a quel che il lettore vede davanti ai suoi occhi e intravede lontano nella bruma del mattino."

I cavalieri della metamorfosi: intervista con Antonio Moresco

Con Antonio Moresco parliamo de Il grido, il libro uscito poco più di un mese fa da SEM, un pamphlet che sembra convocare, per un confronto serrato, a tratti furioso, tutti i cavalieri che Moresco ci ha abituato a veder attraversare, singolarmente o a piccoli gruppi, la sua opera. Cavalieri intesi come pensatori del presente e del passato, ma anche come personificazioni delle grandi passioni, invenzioni, fantasmi e ideali che in un modo o nell’altro hanno accompagnato l’uomo fin sulla barriera piatta e bloccata dell’estinzione di specie.

Florilegio dei defunti

Giulio Mozzi, Il culto dei morti nell'Italia contemporanea. "Sempre di anime si tratta, di vicende riunite esattamente come le si possono scrutare in paesi, città e campagne, determinate dalla nascita alla morte a seguire le leggi del creato e degli uomini. Di quest’ultimi vediamo le intolleranze, gli ammazzamenti, le refezioni, le tecniche balorde per restare in vita, le vediamo descritte a voce alta per tutto il libro, con qualche personaggio ormai scomparso e dimenticato, con alcuni invece che tornano dal regno delle ombre con le loro parole sommessamente dette."

Speciale Stranimondi