18 Novembre, 2019

Tag: fantascienza

Dal nostro archivio

Scrittori Stran

Maurizio Cometto, Magniverne, Edizioni Il Foglio. Una recensione di Danilo Arona. L'antologia è un percorso a tappe le une con le altre collegate dall'identico teatro narrativo, l'immaginario paese di Magniverne, inesistente ma posizionato in Piemonte.

Dal film al libro

Giuseppe Berto, Anonimo veneziano. "È il 1966, a Cortina Enrico Maria Salerno propone a Giuseppe Berto, assiduo frequentatore della stazione sciistica, emiciclo di belle donne da corteggiare e mondanità di prim’ordine, di scrivere i dialoghi per un film tratto da un suo soggetto: una storia d’amore nella decadente Venezia fra un marito e una moglie da tempo separati."

De Maria e la via del biasimo

Giorgio De Maria, I Trasgressionisti, Frassinelli. Recensione di Walter Catalano. Autore di quattro romanzi, vari racconti e un testo teatrale, la sua opera è segnata dal legame indissolubile, analogo a quello di Lovecraft per Providence, alla sua città natale, Torino – città della magia e dell’esoterismo, sì, ma anche del Politecnico, della Fiat, di Quaderni Rossi e dell’Operaismo: la figura geniale di questo autore saprà assidersi esattamente al centro di questi due poli, di queste due anime, comprendendole entrambe.

Herbert Lieberman: I cadaveri di New York

Herbert Lieberman, Città di morti. "Ma allora come mai a questo autentico classico dimenticato (del giallo) non arrise allora il successo che ci si sarebbe potuto aspettare? Non conoscendo a sufficienza le vicissitudini editoriali del romanzo, mi azzardo a fare un'ipotesi: che fosse qualcosa di troppo disperato, troppo brutale, troppo cupo, troppo ripugnante, e forse troppo onesto per quei tempi. Che fosse un romanzo del XXI secolo pubblicato per sbaglio nel XX."

Jhumpa nel riparo fragile

Jhumpa Lahiri, Dove mi trovo. "Quarantasei capitoletti per fissare altrettanti momenti – o «stazioni», come si è tentati di chiamarle – dell’esistenza quotidiana di una donna di mezza età, i cui tratti restano volutamente vaghi, in una città italiana che non importa individuare con certezza. «Sul marciapiede», «Per strada», «In trattoria», «Al museo»… e poi ancora «Per strada», «Al telefono», ma anche «Ad agosto», «All’alba», «Da mia madre», «Tra sé e sé»."