10 Dicembre, 2019

Tag: Emil’evic Mejerchol’d

Dal nostro archivio

Festivaletteratura Mantova 2018: il reportage

L'anno scorso è stato Nazzareno Mataldi, traduttore e agricoltore, a relazionarci sui fatti di Mantova; quest'anno abbiamo mandato in missione uno dei nostri Giovani turchi, che ci ha consegnato questo rapporto fededegno sull'edizione 2018 di Festivaletteratura. Riguardo al quale possiamo dire solo che "ipogeo" è indubbiamente una parola da difendere con le unghie e con i denti. La lettura del seguente reportage vi farà capire perché.

Il trauma della guerra e il detective ferito

Giulio Segato, "The Nightmare of My Choice. Guerra del Vietnam e romanzo poliziesco americano", Aras edizioni. L’autore passa in analisi un argomento cruciale della letteratura nordamericana del Novecento,  l’esperienza del Vietnam e il trauma postbellico, attraverso la lente interpretativa della detective fiction e delle sue strategie narrative.

Nessuna parola a caso, e l’avventura è servita

Joe R. Lansdale, Il sorriso di Jackrabbit. "Ma ecco che qualcosa guasta i programmi dei nostri: al clou della festa, mentre Hap sta arrostendo salsicce per tutti nel giardino di casa, fanno la loro comparsa due ospiti non invitati: Judith Mulhaney e il figlio Thomas hanno urgente bisogno di conferire con chi di dovere per un’indagine delicata. La figlia minore, Jackie Mulhaney, detta Jackrabbit per via della sua arcata dentale superiore un bel po’ sporgente, è scomparsa senza lasciare tracce."

Parigi abitata, Roma lasciata

Lisa Ginzburg, Buongiorno mezzanotte, torno a casa - Fuori casa sottobraccio a Ortese, Levi, Rhys, Gogol, Mann, Kundera, Eliot e Joyce, Lisa Ginzburg allenta le distanze, ricerca una salute nella bellissima lingua d’origine. Residente a Parigi si ribella alle acidule osservazioni dei parigini sulla deliberata sciatteria del suo francese, rallegrandosi di contraddire l’ossessione d’oltralpe per l’ortografia e l’idioma nazionale.

Partenze, soprattutto arrivi lungo le rive liguri

Giorgio Ficara, Riviera. "È la scuola del tempo che qui viene offerta, il luogo dove l’aggettivo “felice” non porta con sé le solite dilettevoli amnesie. Basti sapere che di Riviere al mondo ne esistono altre, e che tutte quante hanno necessità di un racconto, con la giusta proporzione fra cronaca e sogno: un tempo irriducibile, storico".

Speciale Stranimondi