7 Dicembre, 2019

Tag: Dylan Thomas

Dal nostro archivio

L’inevitabilità del sentire

Remo Pagnanelli, Quasi un consuntivo (1975-1987). "Remo Pagnanelli attraversa ancora la poesia italiana, a trent’anni dalla morte per suicidio. E lo farà a lungo, perché i suoi versi quasi sempre testamentari ci parlano del disamore, dei rimorsi, della frattura continua tra vita e risorsa poetica. La prima tenuta stretta, fino a che si è potuto, nelle sue allegorie, la seconda cercata e ritrovata negli schemi leopardiani, e nella critica energica (talvolta rabbiosa) di Fortini."

Tace Zarathustra

Gerard Russell, Regni dimenticati. "Tutte queste affascinanti meraviglie e molte altre riguardanti le minoranze religiose medio orientali che praticano credenze ancestrali, talvolta sepolte o dissimulate, rischiano, dopo millenni di sopravvivenza, la scomparsa o la dispersione a causa degli eventi sempre più tragici e violenti dell’attualità."

Un libro da arpionare

Ora però l’autore ha scelto di confrontarsi a viso aperto con la vastità del Moby-Dick melvilliano, realizzando un “romanzo a disegni” che ne illustra ognuno dei 135 capitoli, senza dimenticare l’epilogo e le due sezioni preliminari, ancora troppo spesso trascurate nelle moderne edizioni del libro.

A volte ritornano, ma tornare non basta

Joe R. Lansdale, Bastardi in salsa rossa. "Fra uno spaccato sociale denso di degrado e disperazione, fotografato però con la pepata verve che ha imposto Lansdale all’attenzione di migliaia di lettori, e uno sguardo ai combattimenti clandestini, sia fra cani che fra persone, Lansdale alla fin fine consegna un romanzo che, al solito, si fa leggere dalla prima all’ultima pagina, anche grazie al ritmo cinematografico e a dialoghi spesso esilaranti, al limite del comico."

Poesia dallo spazio esterno

Jack Spicer, After Lorca. "Leggere oggi After Lorca, finalmente pubblicato in Italia, è varcare la frontiera di uno Stargate, è ritrovarsi in un universo parallelo in cui i morti scrivono prefazioni e i terrestri superstiti ascoltano le trasmissioni radio della stazione spaziale. Dick non lesse le poesie di Spicer (probabilmente) ma è certo che l’avanguardia di Berkeley (e dunque Spicer) lo incoraggiò a scrivere i suoi racconti (lo dichiara in un’intervista del 1981)..."

Speciale Stranimondi