12 Dicembre, 2019

Tag: Colson Whitehead

Dal nostro archivio

Bertante sceglie Miller

Un tempo Alessandro Bertante era una delle firme di PULP Libri, costantemente presente sulla rivista; ma dal 2008 ha iniziato una carriera di scrittore che l'ha portato a pubblicare con Marsilio, Rizzoli e Giunti. Ha accettato il nostro invito a partecipare alla rubrica Paragrafi d'autore scegliendo un brano da Primavera nera di Henry Miller.

Viaggio in un mondo inquieto

"Navid Kermani, giornalista tedesco di Siegen, scrittore di saggi dedicati al dialogo fra le culture, ha raccolto in Stato di emergenza undici viaggi e altrettanti reportage in India, Pakistan, Afghanistan, Iran, Siria, Palestina, Israele, fino al Mediterraneo orientale e - alla fine - approdare a Lampedusa. Attraversamenti avvenuti dal 2005 al 2012, cercando e ritrovando realtà sempre mutevoli dove la storia e le sue connessioni appaiono come un universo di tremende opposizioni, contraddizioni e frammenti di vita paradossali".

Très an Tani. Un noir bellico

Angelo Marenzana, Il delitto del fascista Nuvola Nera. "Siamo nel 1925. Vent'anni dopo, è proprio questo passato che oscura il presente storico dell’Alessandria dell’aprile 1945. La Città Grigia ancora più grigia, sporca e polverosa, vessata dai bombardamenti e dalle lacerazioni sociali, dove l’elegante Lorenzo Maida – il venditore di tessuti che indaga meglio di Sherlock Holmes e che abbiamo già conosciuto nel precedente Alle spalle del cielo -, a pochi giorni dalla fine dichiarata della guerra, incappa in due misteriosi delitti, di cui il primo intitola il libro".

Strappare il velo del tempo

Pietro Spirito, Il tuo nome quel giorno. "Pietro Spirito cerca e segue la profuga ricostruendo le sue traversie lungo tutto il 1961. Imbraccia una sorta di videocamera, personale prolungamento di uno sguardo concentrato e di un sentimento misericordioso. Diventa l’ombra benevola della ragazza stretta nella morsa del gelo fra le baracche. Vera ha freddo e fame, sente fitte al ventre (è incinta) mentre raggiunge le latrine piena di pensieri per i genitori infagottati poco lontano, e rabbia per quell’uomo che le dà fastidio e che aveva pagato cinquecento lire dopo averla avuta."

L’uomo è forte: una distopia italiana

Corrado Alvaro, L'uomo è forte. "È bene rileggere questo romanzo, che resta uno dei cupi e disperati monumenti del secolo breve, al tempo stesso documento storico e caposaldo della narrativa europea. Anche per rendere giustizia a Corrado Alvaro, per troppo tempo legato solamente al suo pur bello Gente in Aspromonte e marginalizzato come “autore regionale”, lui che era cosmopolita come il suo personaggio, l'ingegner Dale, e che come Dale il totalitarismo l'aveva visto dall'interno, non solo in Unione Sovietica ma anche nella nostra Italietta in camicia nera".

Speciale Stranimondi