16 Dicembre, 2019

Tag: Barbara Ronca

Dal nostro archivio

Un magnifico incubo

Il meno possibile che si può dire, ed è comunque troppo: un padre pazzo e violento tiene segregati i due figli all’interno di una costruzione enorme e disarticolata, che affonda nello sfacelo. Tra loro e il resto del mondo c’è un grande bosco. Come oltrepassarlo, dal momento che il padre è morto?

Prima di Serotonina il male dov’era? E dov’è ora?

La spigliatezza chimica, al centro del romanzo, fa confluire i diversi stampi della “poetica” a cui Houellebecq si dedica da un bel po’ di anni, la creazione di un odio martellante e le bozze di manifesti tutt’altro che garbati si spingono ben oltre aridità e scortesie non nuove ai frequentatori

La realtà della poesia

Stefano Raimondi, Il cane di Giacometti, Marcos Y Marcos. Nella nuova raccolta di Stefano Raimondi il disagio vitale non ha sistemazioni fisse, sembra a ogni pagina che la dispersione geografica sia onnipresente, e che su quelle strade (o sentieri o plaghe infinite) l’uomo (esploratore, cacciatore, tecnico, vittima, fors’anche poeta) nulla possa contro una realtà il cui punto di svolta appare sempre più come l’evento nucleare di Chernobyl

Diffidare del gene egoista

Siri Hustvedt, Le illusioni della certezza. "Al moderno meccanicismo Hustvedt oppone un approccio più costruttivista, ricordandoci come la consapevolezza dell’interazione mente-corpo e individuo-ambiente rivesta un’importanza crescente nella ricerca; in questo senso, la nostra natura di mammiferi – nati nel grembo materno prima che da esso, – e di animali sociali svolge un ruolo cruciale."

Mamme vaganti

Silvia Ranfagni, Corpo a corpo. "Corpo a corpo è un romanzo che raccoglie tutte le clausole scomode e le postille riguardanti il contratto di maternità, quelle che nessuna madre vorrebbe mai leggere, convinta che sia più comodo ignorarle. Un romanzo in cui la sagace ironia e una scrittura senza vergogna svelano la realtà in cui deve muoversi una madre moderna. Con tutte le sfumature che portano sicuramente a interrogarsi, a riflettere e, perché no, a sorridere".

Speciale Stranimondi