19 Novembre, 2019

Tag: Anna Mioni

Dal nostro archivio

Cadrà la torre – anzi due

Roberto Calasso, L'innominabile attuale. "Baudelaire in un foglietto racconta un sogno, 'il crollo di una immensa torre'. Quello che nel futuro sarà un grattacielo è pieno di fenditure e umidità. Baudelaire non sa come avvertire la gente dell’imminente rovina. Pensa a come le macerie saranno imbrattate di carne e ossa umane. Il foglietto venne stampato un secolo dopo, nessuno se ne accorse."

L’uomo è forte: una distopia italiana

Corrado Alvaro, L'uomo è forte. "È bene rileggere questo romanzo, che resta uno dei cupi e disperati monumenti del secolo breve, al tempo stesso documento storico e caposaldo della narrativa europea. Anche per rendere giustizia a Corrado Alvaro, per troppo tempo legato solamente al suo pur bello Gente in Aspromonte e marginalizzato come “autore regionale”, lui che era cosmopolita come il suo personaggio, l'ingegner Dale, e che come Dale il totalitarismo l'aveva visto dall'interno, non solo in Unione Sovietica ma anche nella nostra Italietta in camicia nera".

Italian Super-hero

Alessandro Vietti, Il potere. "Il romanzo ripercorre la vita del supereroe, ci racconta come scopre la sua disgustosa capacità, come impara a controllarla. E proprio l'aver ricostruito questo percorso fa de Il potere un romanzo solido e ancor più inquietante; perché il suo protagonista è fin troppo credibile, fin troppo umano, fin troppo reale."

La necessità di una contaminazione del Romance

Giulia Abbate, La cospirazione dell’inquisitore. "Il romanzo di Giulia Abbate, editor di professione, blogger per necessità e scrittrice di fantascienza per autolesionismo, condivide infatti con molti romance l’ambizione di una ambientazione storica - ma qui è tutt’altro che di maniera - e in nessun modo ammicca a quel comodo décor pseudo-storico che si limita a trasferire personaggi e situazioni del presente in un improbabile passato, dove tutti si comportano come ci si immagina si comporti la middle-class americana."

Concerto per mano sola e orchestra

Guido Giannuzzi, Paul Wittgenstein, Il pianista dimezzato. "L’epoca è tragica. Si è a ridosso del nazismo, dell’antisemitismo, della guerra. Il viennese Paul Wittgenstein inizia la sua carriera pianistica nel 1913. Meno di un anno dopo, in guerra, perde un braccio. Ostinato, feroce, superbo, Paul Wittgenstein prende una decisione che determinerà il suo destino: diventare un insuperabile pianista, anche se ha solo la mano sinistra. Il titolo del libro è un affettuoso richiamo al Visconte Medardo di Terralba, di Italo Calvino. «Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti,» disse Calvino, «Tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra»."