12 Novembre, 2019

Tag: Andrea Pinketts

Dal nostro archivio

Blaise Cendrars, di Claudio Asciuti

A Parigi Cendrars inizia a frequentare il mondo dei letterati: diventa amico di Cocteau, di Max Jacob, di Modigliani (che lo ritrarrà in due occasioni), di Robert e Sonia Delaunay; l’anno seguente pubblica il poemetto Prosa della Transiberiana e della piccola Jeanne de Arc, un foglio lungo due metri e illustrato dalla stessa Delaunay, primo esempio di «simultaneità», come lui stesso la definisce, che assieme alle Diciannove poesie elastiche (1919) è in qualche modo il suo contributo al futurismo; seguiranno poi altre esperienze poetiche, fino a quelle raccolte sotto il nome di Documentaires (1925) che segna il suo pressoché definitivo abbandono della poesia.

Di mamma ce n’è una sola – a volte basta e avanza

Amélie Nothomb, Colpisci il tuo cuore - Il conflitto con la madre offre causa e pretesto affinché Amélie Nothomb, intinta la penna nella crudeltà che ha spesso esibito nella sua vasta produzione libraria, compia un altro viaggio all’interno di sé stessi e delle proprie paure. Che tanto si rivelano grandi, quanto irreparabili divengono le conseguenze da esse scaturite. Mettere al mondo una figlia capace d’incarnare la peggior paura della madre fa decisamente parte della lista delle conseguenze irreparabili.

Prospettive di un’anima

Nikolaj Gogol’, Racconti di Pietroburgo. "La traduzione di Paolo Nori è l’asso nella manica che Marcos y Marcos ha scelto di giocare in una partita che ha decisamente vinto. Se avete già letto I racconti di Pietroburgo questa sarà come una lettura nuova."

Gabriele Del Grande: L’ISIS, o del perturbante

Gabriele Del Grande, Dawla. "Le rivelazioni di Del Grande confermano inoltre quello che è ormai diventato un luogo comune: la presenza tra i dirigenti dell’ISIS di numerosi ex ufficiali dell’esercito di Saddam Husayn che, dopo il disastroso intervento americano in Iraq, sono passati armi e bagagli nelle file dello Stato Islamico, e l’analogo passaggio di numerosi esponenti dei Servizi Segreti siriani nelle strutture supersegrete del Dawla."

Ritornata

Donatella di Pietrantonio, L’arminuta. "Due i punti cardine: il primo è un tema molto caro all’autrice, ovvero la maternità, descritta in questo caso in maniera forte ed estrema, mentre il secondo è l’Abruzzo, la sua terra natia che non è solo lo sfondo, il paesaggio in cui la trama si sviluppa ma è esso stesso un personaggio vivo e presente."