19 Novembre, 2019

Tag: amnesia

Dal nostro archivio

Straordinarietà dello sport

Stefano Pampuro, Ogni corsa è un viaggio. "Attraverso una serie di interviste, Stefano Pampuro ripercorre la storia di una generazione d'oro di maratoneti spagnoli che tra il 1995 e il 2003 ha dominato la corsa su 42 kilometri (nomi tra cui Martín Fiz, Fabián Roncero, Abel Antón e altri), superando atleti tecnicamente e fisicamente inavvicinabili, come l'etiope Haile Gebrselassie. Ogni capitolo corrisponde a un atleta diverso con cui Pampuro parla, ma soprattutto corre."

Vita con James (e gli altri)

Sylvia Beach, Shakespeare & Company. "E qui inizia l’epica dell’Ulysses. Tutto quanto si deve sapere intorno al romanzo più rivoluzionario e meno accettato dell’epoca. Scrittura, revisioni, carta su cui stamparlo, errori e refusi, famigerata e orripilante riscrittura manuale dell’autore direttamente sulle bozze, geroglifici ininterpretabili, spaccio del volume, pesante un chilo e mezzo, in America da parte di amici fenomenali capaci di sorpassare le dogane in allerta."

Diffidare del gene egoista

Siri Hustvedt, Le illusioni della certezza. "Al moderno meccanicismo Hustvedt oppone un approccio più costruttivista, ricordandoci come la consapevolezza dell’interazione mente-corpo e individuo-ambiente rivesta un’importanza crescente nella ricerca; in questo senso, la nostra natura di mammiferi – nati nel grembo materno prima che da esso, – e di animali sociali svolge un ruolo cruciale."

Rotoleranno teste!

Alexandre Dumas, I mille e un fantasma. "Qualunque cosa Dumas racconti, il suo abbandono al gusto dell’affabulazione è sempre totale, incondizionato: che siano romanzi storici, feuilleton, storie soprannaturali o perfino le ricette gastronomiche del monumentale Grand dictionnaire de cuisine (provare a leggerlo per credere…) che redasse nel 1869, ultima delle sue opere – il piacere della lettura è assoluto."

Un male ancora in incubazione. La conclusione della trilogia di Berlino

Jason Lutes, Berlin. La città della luce, Vol. 3 "Lopera si struttura sulla solida architettura che aveva caratterizzato La città di mattoni e La città di fumo. La splendida conclusione grafica, storica e ideologica non sarà qui svelata, ma non si può non sottolineare la forza potenziale del finale aperto di Berlin: le tre storie individuali e la storia ufficiale giungono a una soglia storica, quella della fine della Repubblica e dell'inizio di tutto ciò che seguì quel periodo."

Speciale Stranimondi