12 Novembre, 2019

Tag: America

Dal nostro archivio

Destini americani

Rachel Kushner, Mars Room, Einaudi. Recensione di Roberto Sturm. Il primo microcosmo che replica la società statunitense, amplificandone le brutture, è il Mars Room, un locale di lap dance dove la protagonista, Romy Hall, lavora per anni come spogliarellista. Qui conosce Kurt Kennedy, che la affitta per farle svolgere il ruolo di fidanzata. Presto l’uomo sembra non distinguere più la finzione dalla realtà, ossessionando la donna con improvvise apparizioni e telefonate notturne. Romy, per sfuggirgli, si trasferisce da San Francisco a Los Angeles, e quando lui bussa alla sua porta di casa lo uccide.

Pugno sceglie Eliot

Per la puntata di dicembre dei Paragrafi d'autore abbiamo invitato una delle più originali scrittrici italiane, Laura Pugno, che si è avventurata da tempo in un territorio al confine tra fantascienza, fantasy e il cosiddetto mainstream. Ci ha spiazzato proponendo come paragrafi d'autore due brani dei Quattro quartetti di Thomas Stearns Eliot...

Gli ultimi fra gli ultimi

Erano gli anni Sessanta, quando un giovane e coraggioso Stoppard rappresentava la sua pièce basata su un capolavoro ritenuto quasi intoccabile, e in puro spirito sessantottino l’autore spiega come la sua opera sia poco definibile e non definitiva, e come non debba essere presa troppo sul serio. Nell’interessante nota che precede il testo nell’edizione di Sellerio, Stoppard racconta come gli allestimenti da lui diretti cambiassero a seconda del contesto, come non ce ne fosse uno uguale all’altro, e incoraggia una libertà quasi anarchica di regia.

Sussulti dell’umano

Patrick Chamoiseau, Fratelli migranti. Contro la barbarie, "Con una lingua che ricerca l'effetto folgorante dell'aforisma, Chamoiseau descrive un mondo invaso dalle merci e dalle connessioni elettroniche ma chiuso alla circolazione degli esseri umani. La sua prosa poetica non disdegna di cimentarsi con la prosa di un mondo ridotto a dati. Anzi, la presa d'atto della materialità economicistica che pervade la nostra vita – fino a prenderne il sopravvento – è l'unica possibilità di fare esodo dal dominio del «Mercato»."

La statura dei poeti

Ennio Cavalli, Se ero più alto facevo il poeta. "Ennio Cavalli, abitatore di estese colture poetiche, campi sterminati di parole addette a una lingua necessaria quanto inquieta, ha edificato il proprio Zibaldone. Un libro che sorpassa i consueti termini di raccolta o di altre definizioni più o meno azzeccate. Se ero più alto facevo il poeta: se la corporatura di Ennio avesse raggiunto l’altezza voluta (con la contigua ironia) le conseguenze pop dell’opera dove sarebbero arrivate?"