20 Novembre, 2019

Tag: Alessandro Piperno

Dal nostro archivio

Una scrittura luminosa

Andrés Barba, Repubblica luminosa. Lorenzo Mari. "Se la repubblica luminosa del titolo non designa affatto un paesaggio utopico, bisognerà pur concedere lo stesso attributo, stavolta in chiave del tutto positiva, alla scrittura di Andrés Barba, autore spagnolo di quarantacinque anni che, per questo romanzo, ha ricevuto nel 2017 il prestigioso Premio Herralde (assegnato in precedenza ad autori del calibro di Javier Marías, Roberto Bolaño e Juan Villoro)."

Utopie e nefaste utopie

Uwe Timm, Un mondo migliore, tr. Matteo Galli, Sellerio. Recensione di Franco Ricciardiello. Nel maggio del 1945, Michael Hansen, un tedesco naturalizzato americano (giunto negli Stati Uniti all’età di 12 anni con la famiglia), arriva in Germania a seguito dell’esercito alleato. I suo superiori lo incaricano di scoprire più cose possibile sul professor Alfred Ploetz, campione dell’eugenetica nazista, che prima della guerra è arrivato vicino a vincere il Nobel.

Sussulti dell’umano

Patrick Chamoiseau, Fratelli migranti. Contro la barbarie, "Con una lingua che ricerca l'effetto folgorante dell'aforisma, Chamoiseau descrive un mondo invaso dalle merci e dalle connessioni elettroniche ma chiuso alla circolazione degli esseri umani. La sua prosa poetica non disdegna di cimentarsi con la prosa di un mondo ridotto a dati. Anzi, la presa d'atto della materialità economicistica che pervade la nostra vita – fino a prenderne il sopravvento – è l'unica possibilità di fare esodo dal dominio del «Mercato»."

Terranova sceglie Bufalino

Questa puntata della nostra Rubrica la potremmo chiamare tranquillamente “genealogie siciliane”; abbiamo la messinese Nadia Terranova che rende omaggio al comisano Gesualdo Bufalino. Ma è anche il nostro modo di rendere omaggio alla più letteraria delle isole italiane.

Io, umano (forse)

Leggere e rileggere oggi i racconti compresi in Visioni di robot (e in Sogni di robot) provoca un certo grado di slittamento distopico. Il futuro immaginato dalle generazioni nate negli anni precedenti le guerre mondiali è fondato su specializzazioni tipicamente “meccaniche”, figlie della rivoluzione industriale, nessuno poteva immaginare azzardi che andavano ben oltre i primi passi della science fiction, come la miniaturizzazione circuitale, o l’insondabile mare magnum delle onde elettromagnetiche alla sua massima estensione, men che meno l’avvento del Web.

Speciale Stranimondi