19 Novembre, 2019

Tag: Aldo Soliani

Dal nostro archivio

Un lungo innamoramento

Non si può in tutta coscienza dire che la produzione letteraria di William Vollmann rasenti la grafomania di Isaac Asimov o Georges Simenon, o...

Rimini violenta

Gino Vignali, La chiave di tutto. "Questo è uno di quei romanzi in cui sembra che il protagonista guidi storia e intenzioni (effetto non nuovo, Camilleri docet), dunque all’autore resta gratitudine per l’intraprendenza del suo «primo attore» gettando nel libro, in pasto a chi guida l’azione con tanta sollecitudine, tutti gli appunti dei suoi taccuini. Diventerà una griffe? Probabile."

Ti racconto un anno

Anna Ruchat, Gli anni di Nettuno sulla terra - Quando incontro un autore che non conosco affronto la cosa come fosse un po’ una sfida personale e un arricchimento anche, cosa che in fondo è. Con Anna Ruchat è stato così. Mi è capitata tra le mani questa particolarissima raccolta di racconti che ho letto tutta d’un fiato e che è stata una piacevole sorpresa.

Il roccioso irlandese

Samuel Beckett, Lettere 1929-1940. "Ma andando avanti nella lettura si comprende immediatamente quanto la demarcazione fra vita e lavoro in Beckett sia difficile da individuare, e come la favola del suo essere “taciturno” sia ben presto smentita. Sarà anche stato difficile per lui scrivere lettere agli amici, ma sono molte le pagine dove il motto di spirito, diretto a un’opera o a un momento di “critica” verso qualcuno o qualcosa, si fa largo senza alcun freno."

Altri (O)nori

Paolo Onori, Fare pochissimo. "Quando leggere un romanzo diventa un’esperienza musicale, quando il ritmo delle frasi è tanto percussivo da ricordare una partitura, allora quel libro l’ha scritto Paolo Nori. Con o senza una “O” ad anticiparne l’ormai noto cognome. Che poi, ammettiamolo: per quanto possa utilizzare uno pseudonimo, nella fattispecie candidamente scoperto e divertito, la pagina di Nori la riconosci."