12 Novembre, 2019

Tag: Alberto Sebastiani

Dal nostro archivio

Intervista ad Alessandro Portelli

Alessandro Portelli non ha bisogno di presentazioni. Chiunque di noi ami – secondo le sue parole - «l’uguaglianza, la libertà, l’insegnamento, la musica popolare, la memoria, ascoltare i racconti delle persone, i libri e i film, e il rock and roll», l’America plurale, multilinguistica e multiculturale che va da Woody Guthrie a Toni Morison a Bruce Springsteen, ha avuto modo di incrociarlo e di imparare dalle tantissime pubblicazioni e libri, ma anche nelle iniziative politiche e culturali che ha messo in piedi, dalla Casa della Memoria al Circolo Gianni Bosio di Roma.

Poesia dallo spazio esterno

Jack Spicer, After Lorca. "Leggere oggi After Lorca, finalmente pubblicato in Italia, è varcare la frontiera di uno Stargate, è ritrovarsi in un universo parallelo in cui i morti scrivono prefazioni e i terrestri superstiti ascoltano le trasmissioni radio della stazione spaziale. Dick non lesse le poesie di Spicer (probabilmente) ma è certo che l’avanguardia di Berkeley (e dunque Spicer) lo incoraggiò a scrivere i suoi racconti (lo dichiara in un’intervista del 1981)..."

Il pugile poetante

Arthur Cravan, Grande trampoliere smarrito. "In Grande trampoliere smarrito troviamo alcune sue prose e scritti di vario genere, un assaggio delle sue poesie e delle sue lettere, in dosi sufficienti per farci un’idea della follia del personaggio, che era anche, tra le mille cose, nipote di Oscar Wilde – il padre ne era stato il cognato. Impossibile per il poeta-pugile non giocare con una simile parentela. Allo zio sono infatti dedicati «Documenti inediti su Oscar Wilde» e «Oscar Wilde è vivo!»"

Tom Wolfe, di Marco Denti

La scomparsa di Tom Wolfe, una delle voci più interessanti e contraddittorie della letteratura americana a cavallo tra il nostro secolo e quello scorso, è cosa recente: lo scrittore ci ha lasciati a maggio di quest'anno. Abbiamo pensato quindi di inaugurare la rubrica PULP Vintage, nella quale riproponiamo articoli e recensioni presi dall'edizione a stampa della nostra Rivista, proprio con un articolo che Marco Denti dedicò allo scrittore statunitense sul numero 22 di PULP Libri (novembre-dicembre 1999, pp. 10-11). 

Letale oriente

Lawrence Osborne, Cacciatori nel buio. "Fra tassisti che fanno il doppio gioco, poliziotti corrotti e puttanieri, personaggi che prendono in consegna non soltanto l’anima di Robert, ma anche portafogli e passaporto, fanciulle di “buona famiglia” che scolano bottiglie di vodka come fossero di tè al gelsomino, sedicenti dottori che tengono sermoni sulla deriva cambogiana, il tutto immerso nel caldo lampeggiante di fulmini (appunto “atomici”), il povero (ma sempre elegante) Robert subisce uno scambio di identità verosimilmente Hitchcockiano."