12 Novembre, 2019

Tag: Addio alle armi

Dal nostro archivio

I dubbi vanno spolverati

Protagonista di Cose più grandi di noi è l’appena diciottenne Margherita, per tutti Marghe, incarcerata con l’accusa di aver intrattenuto importanti legami con cellule terroristiche operative nella Milano di quegli anni, città dove la nostra vive con la propria famiglia – padre, madre, un fratello e una sorella.

La Cina di oggi, fra passato e presente

Yiyun Li, Ragazzo d’oro, ragazza di smeraldo. "La Cina fra tradizione e modernità nei racconti di una scrittrice cinese che scrive in inglese tradotti da Eva Kampmann, danese che vive in Italia"

Buon sangue non mente, scrive

Con Dracula ed io Gianluca Morozzi inscena una dark comedy dell’assurdo, senza tralasciare di aggiungervi quel pizzico di genialità che abbiamo già visto rifulgere in romanzi precedenti, uno su tutti: Colui che gli dei vogliono distruggere. Perciò se ritenete che la pagina scritta possa diventare una continua sorpresa, non trattenete i vostri canini retrattili e addentate questo libro come Dracula farebbe col vostro collo, per poi non staccatevene più fino all’ultima goccia. O meglio: fino all’ultima parola.

Il pesce, un piatto avvelenato

Lo spirito con cui Fleischhauer ha scritto il suo romanzo è uno spirito politico e civile. Nel procedere con la lettura l’attenzione è divisa tra una forte spinta a seguire gli esiti degli eventi che riguardano i protagonisti e lo sbigottimento che ci procura la conoscenza delle pratiche illegali di pesca. Il mare viene offeso e forse irrimediabilmente depauperato, la nostra salute minacciata in modo molto serio e il destino dell’umanità messo violentemente in discussione.

Pazza idea

Patti Pravo, La cambio io la vita che... Tutta la mia storia. "Sebbene possa parere strano, la scatenata esistenza della Pravo ha i suoi momenti di interruzione e silenzio solo quando la civiltà viene lasciata alle spalle e comincia la fuga impossibile, fra Tuareg, jeep, dune e cammelli, a contatto con un mondo che non è quello occidentale e che si apre in una dimensione diversa; tanto più vera dal momento che nella vita della Pravo non c'è mai, come spesso si rinviene nelle memorie di chi fu giovane negli anni Cinquanta-Sessanta, quel richiamo alla cultura contadina e al mondo agreste che si andava man mano modificando."