15 Novembre, 2019

Tag: accelerazionismo

Dal nostro archivio

Tiene famiglia

Francesco Ceccamea, Tombini in fuga. "Il suo io narrante (ozioso chiedere fino a che punto coincidente con l'autore) soffre di depressione, al punto di assumere farmaci per controbattere questa sindrome. Inevitabilmente tutto quel che vede, ascolta, vive è colorato di un grigio tendente al nero; e lo è in modo assolutamente convincente."

Per cattive ragazze: Letture e visioni di Virginie Despentes

Vernon Subutex, protagonista del romanzo omonimo di Virginie Despentes, è un uomo che ha per nome lo pseudonimo di Boris Vian quando questi scriveva, più di sessant’anni fa, il pulp Sputerò sulle vostre tombe; il cognome, Subutex, è invece il nome commerciale di un farmaco che cura la dipendenza da oppiacei. Vernon ha quasi cinquant’anni, aveva un negozio di dischi, “Il Revolver”, che Napster (la prima piattaforma per scaricare musica gratis) ha mandato in rovina.

Sostanza bianca

Andrea Zandomeneghi, Il giorno della nutria "uUna galleria di personaggi variamente declinati, com’è già stato accennato, nei toni del grottesco e che difficilmente lasciano la memoria del lettore – rivelando anche la personale deformazione, in tutto e per tutto professionale, dell’autore (Zandomeneghi, infatti, è anche editor e fondatore di una realtà culturale già molto solida e interessante come la rivista online Crapula Club)."

I dimenticati

Liliana Lazar, Figli del diavolo. "Siamo nella Romania di fine anni Ottanta, percepiamo il disagio e la delusione di un popolo oppresso dalla dittatura di Ceausescu dietro ogni parola, tocchiamo quasi con mano tutta la povertà su cui si sono arricchiti i Compagni al potere. A infliggere un altro duro colpo poi, Ceausescu predispone una severa politica delle nascite secondo cui le donne con meno di quarantacinque anni e che non abbiano partorito almeno quattro figli non hanno il diritto di abortire."

Il lento insorgere del bisogno di solidarietà

Okparanta ci fa scivolare dentro le maglie del patriarcato e del sessismo, esponendo il meccanismo del dominio – delle persone, dei nostri pensieri reconditi, delle nostre aspettative – e di ciò cheda questo viene costretto nella sua ombra, tra silenzio e mancanza di diritti. Tramite il ponte dell’empatia, nasce, lento, questo bisogno di solidarietà con le vicende umane di cui leggiamo. La loro risoluzione non è intra folia: chiuso il libro, le domande restano ai lettori. L’esperienza del dolore chiede l’urgenza dell’azione.