Speciali

Necessario seguire l’attualità, le continue uscite di nuovi libri; ma la nostra Rivista vuole anche concedersi pause di riflessione in cui ci si concentra su uno scrittore, su un tema, su una costellazione di testi interconnessi, e approfondire il discorso. La sede di questo approfondimento saranno i nostri speciali.

Speciale Michel Houellebecq. Sei punti di vista su Serotonina.

Speciale dedicato al romanzo Serotonina di Michel Houellebecq. Contiene articoli di Walter Catalano, Robert Derobertis, Elisabetta Michielin, Renzo Paris, Roberto Strum.

Condividi su:
FacebookTwitterGoogle+Share
Continua →

Mostruose commistioni

Un’esplorazione dei riadattamenti a fumetti italiani della storia di Frankenstein, condotta da Davide Carnevale, ci porta a riscoprire anche a riscoprire opere dimenticate di maestri come Guido Crepax, Magnus & Bunker, per non parlare di Tiziano Sclavi.

Condividi su:
FacebookTwitterGoogle+Share
Continua →

Due romanzi (da salvare) dal blob di Matilde Serao

Condividi su:
FacebookTwitterGoogle+Share
Continua →

Speciale Hans Fallada: Il mio Reich per un cavallo/2

Nel 1936, Fallada pubblica Vecchio cuore vai alla ventura (Mondadori, 1938), romanzo che gli attirò le critiche dei nazisti, ma a partire da Wolf unter Wolfen (Lupo tra i lupi), pubblicato l’anno dopo, il regime comincia ad approvare le opere di Fallada, perché quest’ultimo romanzo sembra concentrare le sue critiche ancora una volta contro la Repubblica di Weimar. A questo punto scrive un romanzo dove si mostra la Germania umiliata dopo la grande guerra attraverso la storia di una famiglia tedesca fino al 1933. Goebbels rivede il manoscritto e chiede all’autore di andare oltre quell’anno, per far vedere come l’avvento del nazismo abbia portato al riscatto della nazione…

Condividi su:
FacebookTwitterGoogle+Share
Continua →

Speciale Hans Fallada: Il mio Reich per un cavallo/1

Il grande successo di Fallada comincia dunque in Germania, ma diventa internazionale a partire dal 1932, quando viene pubblicato il suo romanzo più celebre, E adesso, pover’uomo? (Mondadori, 1933; ristampato da Sellerio nel 2008). Il romanzo ebbe un tale successo che fu subito tradotto in diverse lingue e attirò l’attenzione dell’industria del cinema di Hollywood, che ne ricavò nel 1934 il film Little Man, What Now?, con Douglass Montgomery e Margaret Sullavan, diretto da quel Frank Borzage che due anni prima era stato il regista dell’adattamento cinematografico di Addio alle armi di Hemingway.

Condividi su:
FacebookTwitterGoogle+Share
Continua →