PULP Vintage

I 104 numeri di Pulp Libri cartaceo sono un patrimonio comune di grande interesse che è stato progressivamente creato da decine di collaboratori. La rubrica ospiterà quegli interventi (interviste, profili e recensioni) che sono ancora interessanti, attuali e ricchi di intuizione. Un archivio storico, quindi, che cerca di integrarsi con i nuovi testi pubblicati.

Michel Houellebecq. Come restare vivi!

Michel Houellebecq, nel suo romanzo di successo Le particelle elementari (Bompiani, 1999) ha criticato la cultura del desiderio, le “dèsir”, ma soprattutto ha avuto la sfacciataggine di riparlare di sofferenza, di vita interiore, ha messo in dubbio la felicità di vivere nell’eterno presente, di quello che viene sbandierato come il migliore degli universi possibili

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Steve Erickson: Donne (e sogni) di Los Angeles

A rischio di cadere nel banale voglio partire da una constatazione che forse avete già sentito fare: l’America è la terra dei sogni. Se questo è vero, e penso proprio che lo sia, Steve Erickson (che quest’anno va per la sessantina) è uno degli scrittori più americani che abbia mai letto.

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L'esordio di Miriam Toews in Italia (2005)

In occasione del piccolo Toews-Day che abbiamo organizzato, siamo andati a ripescare la recensione del primissimo romanzo della scrittrice canadese pubblicato in Italia tredici anni fa.

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Elena Ferrante: l'avevamo detto, noi...

Ora che Elena Ferrante e le sue storie si stanno facendo conoscere anche tra chi non apre un libro, grazie all’adattamento televisivo frutto di una co-produzione italo-americana (visto che la Ferrante, o chiunque si nasconda dietro questo pseudonimo, ha goduto di un successo all’estero decisamente insolito per uno scrittore italiano contemporaneo, fatto salvo Camilleri), ci perdonerete se riproponiamo la recensione del primo romanzo della serie scritta da Elio Grasso in tempi non sospetti, e pubblicata sul numero 95 di PULP Libri, del gennaio-febbraio 2015. 

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Blaise Cendrars, di Claudio Asciuti

A Parigi Cendrars inizia a frequentare il mondo dei letterati: diventa amico di Cocteau, di Max Jacob, di Modigliani (che lo ritrarrà in due occasioni), di Robert e Sonia Delaunay; l’anno seguente pubblica il poemetto Prosa della Transiberiana e della piccola Jeanne de Arc, un foglio lungo due metri e illustrato dalla stessa Delaunay, primo esempio di «simultaneità», come lui stesso la definisce, che assieme alle Diciannove poesie elastiche (1919) è in qualche modo il suo contributo al futurismo; seguiranno poi altre esperienze poetiche, fino a quelle raccolte sotto il nome di Documentaires (1925) che segna il suo pressoché definitivo abbandono della poesia.

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