RECENSIONI

La delicata manutenzione delle relazioni

Auður Ava Ólafsdóttir, Hotel Silence. “La prima parte del romanzo, intitolata «Carne», che culmina con la decisione del protagonista di farla finita, si svolge in Islanda. La seconda, intitolata «Cicatrici», si svolge in un non ben specificato Paese dove una devastante guerra civile ha da poco lasciato posto ad una fragile tregua: potrebbe essere un luogo qualunque della ex Jugoslavia degli anni Novanta o la Siria di oggi. È qui che Jónas progetta di suicidarsi.”

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Macelleria siriana online

Pascal Manoukian, Ciò che stringi nella mano destra ti appartiene. “Molto altro ci sarebbe da dire su questa narrazione, brutale e tagliente come quei coltelli che usano i kamikaze in occidente e gli sgozzatori in Medio Oriente. Ma un punto mi preme di sottolineare, come fa d’altronde anche lo scrittore, che qui devo citare: «Al Quaeda viveva nell’era delle caverne all’interno delle grotte di Tora Bora; l’ISIS vive in quella del virale e dei social network». Manoukian, che dei media ne sa parecchio, legge il nuovo terrorismo dei martiri col furgone e la mannaia come fenomeno pienamente inserito nella Società dello Spettacolo; stabilisce un parallelo forse blasfemo ma assai azzeccato tra il Califfato e i reality show, Grande Fratello in testa”.

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Roghi di libri (versione grafica)

Hamilton & Bradbury, Fahrenheit 451. “Ma quella ricreata da Hamilton è soprattutto una distopia cromatica, un viaggio da incubo scandito dal colore, dalle tonalità uniformi e alienanti che invadono ogni spazio della tavola, cancellando dettagli e contorni di una realtà allucinante e allo stesso tempo vagamente familiare (e per questo ancor più spaventosa), nella quale il primo bisogno è quello di perdere consapevolezza della propria condizione.”

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Un’avventura da ricordare meglio; e riprendere

Beppe Sebaste, Come un cinghiale in una macchia d’inchiostro. “In questo libro si corteggia l’invisibile vicino e il visibile lontano, e si avverte la manualità del comporre (“scrivere poesie vuol dire scrivere con le mani”), il fruscio dei quaderni aperti e richiusi, la penna e la ritmica della macchina da scrivere.”

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Eva contro Eva

Yewande Omotoso, La signora della porta accanto. “Le due vicine nemiche si vedranno costrette ad una convivenza che le ridurrà ad esporre le loro fragilità obbligandole a raccontarsi delle verità scomode. Ma sarà proprio da questa esperienza che le due anziane signore riusciranno a creare una complicità intelligente fino a deporre l’ascia di guerra.”

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