La vita sparigliata

Francesca Scotti, Capacità vitale, Bompiani, pagg. 160 euro 15,00 stampa, euro 9,90 epub

Seguo Francesca Scotti sin dal suo esordio del 2011, quando pubblicò l’antologia di racconti Qualcosa di simile, per i tipi di Italic Pequod, che fu più di un piccolo caso letterario. In questo suo ultimo romanzo, Capacità vitale pubblicato da Bompiani, la scrittrice milanese continua nel suo percorso di ricerca di uno stile proprio, aggiungendo, come ha sempre fatto, qualcosa in più rispetto al testo precedente. La sua crescita letteraria è evidente, nonostante sia partita da un livello alto, e credo che la sua qualità maggiore sia di non esagerare mai: Francesca Scotti è conscia delle proprie possibilità e dà l’impressione di tenersi al di sotto di ciò che potrebbe dare per non annaspare dietro a passaggi superflui e inutili precisazioni. La sua letteratura è intimista come il suo stile: limpido, essenziale e molto compatto, con una ricerca della parola giusta che rende la lettura musicale. E non è un caso che sia anche una musicista.

Nei suoi testi ha sempre privilegiato l’introspezione, indugiando sulla psicologia dei personaggi con frasi che sembrano quasi bisbigliate ma con una capacità di affondo straordinaria: le personalità si aprono ai lettori scoprendo mondi interiori complicati e chiusi, come avessero paura di esternare i propri sentimenti ed emozioni.

Adele è una giovane avvocato che ha da poco aperto il suo studio e ha accettato di difendere due allevatori accusati di maltrattamenti verso i loro animali. Donna sola per scelta, cresciuta dai nonni, sembra aver messo da parte – meglio dire nascosto – le emozioni e i sentimenti e volersi far guidare solo dalla Legge e interpretare i fatti senza lasciarsi coinvolgere. Però ha un hobby che sembra darle una sicurezza inattaccabile: tre o quattro volte l’anno si ritrova, sempre con lo stesso gruppo, a fare immersioni ogni volta in acque diverse, e solo un caso la risparmia dall’incidente in cui periscono quasi tutti i suoi compagni. Solo Matteo, un giovane unitosi al gruppo di recente e Zoe, la figlia di Nora, una componente del gruppo, evitano la morte. Apparentemente non cambia niente, nell’immediato, ma la comparsa di Matteo e Zoe spariglierà la sua vita. La trasformazione di Adele sarà lenta ma anche inesorabile, e ogni parola e ogni frase del romanzo, sapientemente dosate, ce la farà scoprire pagina dopo pagina, facendoci assaporare una storia delicata in superfice ma devastante in profondità: la storia di una donna che non vuole uscire dalla sua bolla, dall’acqua profonda in cui si sentiva protetta ma che ha deciso, dopo l’incidente, di non frequentare più.

Francesca Scotti è senza dubbio una delle voci più interessanti della narrativa del nostro paese e prosegue il suo viaggio interiore attraverso personaggi che, senza eccezione, hanno tutti una parte di noi.