18 Novembre, 2019

Recensioni

Novità neozelandese

Patricia Grace, Potiki. "Sarebbe una vita tutto sommato serena, non fosse che proprio sulle colline sovrastanti le terre ancestrali dei protagonisti del romanzo arriva uno speculatore piuttosto spregiudicato, per il quale quei contadini e pescatori maori che si frappongono tra lui e l'accesso diretto al mare sono solo un branco di pezzenti da togliersi di torno con un tozzo di pane. "

Vincenti e no

Ciabatti, La più amata. Cognetti, Le otto montagne. "E mi butto a dire la mia sullo Strega, nonostante le migliori intenzioni: ci voleva l'ex-aequo."

American Bardo Thodol

George Saunders, Lincoln nel Bardo. "In questo senso, Lincoln nel Bardo si legge come uno sguardo retrospettivo e malinconico all’universalismo e al multiculturalismo originari americani, una chiamata all’unità e all’umana compassione."

Un’ora non proprio felice

Mary Miller, Happy hour. "Mary Miller conosce bene la sua terra, il poverissimo e disgraziato Mississippi che fu di Faulkner ed Eudora Welty prima di lei; e, dalle interviste rilasciate, si intuisce la ferma volontà di iscriversi all’interno di questa tradizione regionalista, aggiornata per includere shopping malls, Facebook e Instagram."

La rivoluzione dell’umorismo

Francesco Muzzopappa, Dente per dente. "Il Mu.Co. (MUseo d’arte COntemporanea, sta a significare) è uno spazio espositivo dedicato alle croste d’autore. Orribili Dalì, imperdonabili Magritte, inguardabili Duchamp fanno infatti bella (?!) mostra di sé nelle sale della singolare struttura museale dove il nostro, tristemente, ha trovato impiego."

Big Joe non delude

Joe R. Lansdale, Io sono Dot. "Come la sua omonima nel Mago di Oz, alla nostra tocca sciogliere alcuni nodi non facili e per potervi riuscire deve affrontare un viaggio in cui sarà proprio zio Elbert l’uomo di latta che accompagnerà questa singolare eroina verso la propria catarsi. Una catarsi nella quale i pattini, che temeva di appendere al chiodo, c’entreranno poi un bel po’."

Il ritorno del Magister

Valerio Evangelisti, Eymerich risorge. "In un’indagine mozzafiato che richiama in causa la chiesa valdese e le eresie dell’epoca, Eymerich risorge è un romanzo che attraverso la Storia con la “esse” maiuscola rilegge il presente, che si trova ovunque: dalla lotta fra classi sociali, alla disparità fra la Chiesa difesa da Eymerich e quella più povera e vicina ai valori di San Giovanni Battista."

Dopo Whatsapp

Federico Baccomo, Anna sta mentendo. "Di tanto in tanto, però, mentre Anna compone il suo messaggio, la scritta che normalmente appariva sulla vecchia, miope versione cambia: in luogo del confortante “Anna sta scrivendo” si legge “Anna sta mentendo”. Non possiamo verosimilmente ipotizzare quanto una simile applicazione possa ritenersi realizzabile, ma se così fosse ci troveremmo forse ad affrontare la peggior emergenza sociale mai riscontrata a livello planetario."

Gli indispensabili otto

Alessandro Piperno, Il manifesto del libero lettore. "Ma chi è il libero lettore a cui Piperno si riferisce? È il lettore comune, sei tu, sono io, persone che amano la lettura e che ne traggono diletto e godimento, che sarebbero disposti a rinunciare a ben altri piaceri ma non saprebbero fare a meno di un libro."

Le ombre di Schiavone

Antonio Manzini, Pulvis et umbra. "Rocco Schiavone, che di presentazioni non ha proprio bisogno, torna in un romanzo complesso a detta del suo stesso creatore. Il poliziotto corrotto più amato dai lettori, che fuma spinelli anche in ufficio, che frequenta persone poco raccomandabili. Il vicequestore trasferito da Roma ad Aosta, che non sopporta il freddo e che cambia un paio di Clarks al giorno."