18 Novembre, 2019

Roberto Sturm

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Festivaletteratura Mantova 2018: il reportage

L'anno scorso è stato Nazzareno Mataldi, traduttore e agricoltore, a relazionarci sui fatti di Mantova; quest'anno abbiamo mandato in missione uno dei nostri Giovani turchi, che ci ha consegnato questo rapporto fededegno sull'edizione 2018 di Festivaletteratura. Riguardo al quale possiamo dire solo che "ipogeo" è indubbiamente una parola da difendere con le unghie e con i denti. La lettura del seguente reportage vi farà capire perché.

Appare un libro che contiene tutto

Patrizia Valduga, Per sguardi e per parole. Elio Grasso "Valduga afferra la poesia trasformando il precario del sangue in qualcosa di osservato dal divino, così come avviene in ogni raccolta pubblicata dalla poetessa. Tutto il sangue vero e metaforico a disposizione di chi legge con occhi bene aperti. L’arte rappresentata in Per sguardi e per parole si avvale di ricognizioni appassionate, e queste amano il divertimento serio dei corpi dipinti sotto lo sguardo acceso fintanto che il cuore non rimane chiuso. È piena letteratura, fra ragione e sogno, come il libro stesso spiega e raffigura, contenendo tutto quanto c’è, mentre sfolgora e rabbuia, esattamente come fa l’universo col suo meccanismo."

V come Vladimir

Vladimir Nabokov, Lezioni di letteratura. "A proposito di Jane Austen, che non amava, Nabokov scrisse candidamente a Edmund Wilson di non aver «mai trovato niente di interessante in Orgoglio e pregiudizio”. Ciò nonostante decise comunque di includere Mansfield Park nel suo corso, e riuscì a cogliere aspetti intriganti dello stile di Austen, come quella che definisce «la fossetta, che spunta quando lei, furtivamente, introduce tra le componenti di un semplice brano informativo, un accenno di delicata ironia»."

Poesia che affiora dalla prosa

Mariana Leky, Quel che si vede da qui, Keller Edizioni. Una recensione di Elio Grasso. Quel che si vede da qui è popolato di personaggi lievi e divertenti, le cui gesta avvengono in un paesino del Westerwald, verde quanto lo sono i pensieri della bambina Louise, voce narrante che diventa adulta nella seconda parte del romanzo.