24 Gennaio, 2020

Marco Codebò

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Dietro le linee

Dal nostro archivio

Le ombre di Schiavone

Antonio Manzini, Pulvis et umbra. "Rocco Schiavone, che di presentazioni non ha proprio bisogno, torna in un romanzo complesso a detta del suo stesso creatore. Il poliziotto corrotto più amato dai lettori, che fuma spinelli anche in ufficio, che frequenta persone poco raccomandabili. Il vicequestore trasferito da Roma ad Aosta, che non sopporta il freddo e che cambia un paio di Clarks al giorno."

La zona d’ombra del male

Dan Chaon ha creato un magistrale racconto a incastri, che si muove attraverso continui spostamenti temporali e di punti di vista. Uno stile narrativo definito “cinematografico”, che restituisce al lettore la sensazione di disagio e tensione che pervade tutto il romanzo, come se il “male” del titolo sia sempre pronto a uscire allo scoperto. Non importa quanti sforzi si facciano per tenerlo sotto controllo, il male è come il passato, entrambi inevitabili e implacabili.

Anatomia di una depressione

Andrea Pomella, L'uomo che trema. "Abbiamo preso dimora nella testa e nel cuore di un essere umano che prova a capire come si sente e soprattutto perché si sente nel modo che noi definiamo depressione. Mentre egli prova a descrivere e a spiegare il suo forte disagio psichico e emotivo il lettore può sentire il bisogno di allontanarsi per seguire meglio un racconto in cui fanno da contrappunto vicende di cura - a volte anche di speranza - spesso di delusione e disincanto."

Eredi Poe

Thomas Ligotti, Nottuario. "La vera notte, secondo Ligotti, è da identificarsi con l’assoluta insensatezza della vita e la certezza della morte, che è vissuta e narrata con una cupezza quasi insostenibile. Lovecraft aveva posto a demiurgo dell’universo una divinità cieca e idiota, il cui risveglio coinciderebbe con la fine di tutte le cose, essendo il “reale” solo il lungo sogno delirante di quest’essere abominevole."

Gotico veneto

Pupi Avati, Il signor diavolo. "Un senso opprimente di attesa pervade le pagine del romanzo, un’angoscia che si fa via via più densa, pesante, insostenibile. Nel sottotitolo Avati lo definisce un «Romanzo del gotico maggiore», ispirandosi «alla definizione di gotico rurale che ne ha dato acutamente lo scrittore e antropologo Eraldo Baldini»." veneto...

Speciale Stranimondi