16 Ottobre, 2019

Laura Fedigatti

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Sperimentare l’inquietudine

Cristò, Restiamo così quando ve ne andate. "Tutto questo viene osservato (e mosso) da qualcosa o qualcuno che si trova al contempo dentro e fuori dalla linea narrativa. Intanto che la narrazione procede attraverso la voce di Francesco, un’altra voce, più corale, s’insinua fra le righe, commenta, cogita, dialoga con sé stessa, e poi scompare. Per noi possono essere fantasmi, emanazioni energetiche rimaste in circolo. O l’amico Donatello, perché no?"

Gli ultimi fra gli ultimi

Erano gli anni Sessanta, quando un giovane e coraggioso Stoppard rappresentava la sua pièce basata su un capolavoro ritenuto quasi intoccabile, e in puro spirito sessantottino l’autore spiega come la sua opera sia poco definibile e non definitiva, e come non debba essere presa troppo sul serio. Nell’interessante nota che precede il testo nell’edizione di Sellerio, Stoppard racconta come gli allestimenti da lui diretti cambiassero a seconda del contesto, come non ce ne fosse uno uguale all’altro, e incoraggia una libertà quasi anarchica di regia.

Senza un soldo a Parigi e a Londra, di George Orwell (1933)

Ritorna in catalogo l’opera prima di George Orwell, Senza un soldo a Parigi e a Londra uscita nel 1933 e seguita poi da capolavori che proiettarono il loro autore al centro dell’attenzione letteraria mondiale e ne fecero scivolare nell’ombra gli esordi. Un libro che corre veloce, come la vita dello scrittore, che in meno di due decenni bruciò se stesso e la propria carriera: e c’è un’urgente ansia di vita, una frenesia, in questa cronaca-romanzo composita e divertente, un Felix Krull senza progetto e per questo tanto più efficace e vero, pieno di aneddoti, episodi e personaggi, tra i quali il più evanescente, alla fine, è proprio quello dell’io narrante, dello scrittore che, mescolato alla folla degli straccioni e dei mendicanti delle due grandi metropoli del titolo, assiste al grande carosello delle esistenze altrui e ne riferisce con incessante meraviglia.

Altra critica, altra classe…

Franco Fortini, Verifica dei poteri. "La verità, inchiodata quasi a ogni frase dei diversi capitoli di questi scritti di critica e istituzioni letterarie, prevede una preparazione morale, e perfino grammaticale, molto spesso vacante in quel che si legge nei numerosi libretti che infestano l’infinità di happy hour delle presentazioni negli eccitati locali di provincia, e ovunque nella rete."

Armonia con qualche taglio

Sarah Jensen, L’armonia degli opposti. "A volte però lo sguardo della biografa è un po’ troppo indulgente e compiaciuto. Soprattutto nella prima parte del libro sembra di assistere all’avvento di un superuomo destinato a compiere grandi imprese, quando invece i fatti dicono che l’adolescenza di Maynard è del tutto normale, all’insegna dell’introversione e dell’alienazione; la sua maturazione sembra portarlo più nei territori radical chic di uno Sting in salsa metal che altro."