25 Gennaio, 2020

Giovanni De Feo

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Dal nostro archivio

Racconti cinici per lettori nostalgici

Valerio Valentini, Parlare non è un rimedio. "Originario di Roma, l’autore Valerio Valentini ha fondato nel 2016 il magazine Reader for Blind, rivista indipendente e autofinanziata di letteratura breve, aperta a tutti coloro che hanno qualcosa da dire e lo dicono bene. In questo suo terzo libro ha concepito una raccolta mista, composta da racconti dalla struttura complessa che si alternano a racconti dalla trama più libera, legati in ogni caso da un fil rouge di rassegnazione, da un’aspettativa in crescendo che viene distrutta con intelligenza sul finire, destabilizzando il lettore."

Una coppia disastrosamente umana / La versione di Hughes

Connie Palmen, Tu l’hai detto - La bravura di Connie Palmen si misura con il grado di sorpresa (e sorpresa è dire poco) che aumenta con lo scorrere delle pagine dove il titano, il “predone nero” Ted Hughes ricompare al mondo, esprimendo il tedio mai regredito in vita e probabilmente neppure in morte. Anzi, se possibile aumentò con lo svilupparsi delle speculazioni e le mitizzazioni sulla presunta (ma canonizzata da adoranti schiere) Santa Sylvia dopo il suicidio.

L’importanza di essere il Re

Stephen King, Owen King, Sleeping beauties. "Il romanzo ha un inizio decisamente debole e lento, che si riscatta dopo un centinaio di pagine. Sebbene sia lettrice di entrambi i King bisogna ammettere che s’intuisce facilmente chi abbia scritto cosa, Owen introducendo l’elemento fantasy certamente più nelle sue corde, alleggerendo la narrazione al lettore, che viene prontamente riportato con i piedi per terra da Stephen, grazie al suo stile decisamente più concreto e violento."

Le visioni del giovane Paris

Renzo Paris, Sessantotto visionario. "Tutto finisce il giorno in cui il neolaureato Renzo riceve una lettera che lo comanda in provincia di Treviso a insegnare italiano in una scuola media veneta. Allora capisci che Sessantotto visionario è il prequel di Cani sciolti, il suo primo romanzo." Era prevedibile: il cinquantenario del Sessantotto è tutta una celebrazione. Già nel 1988 c'era Mario Capanna a spiegare a noi giovani quanto fossero straordinari quegli anni.

Kraken e le sue metafore

China Miéville, La fine di tutte le cose, Fanucci. Una folla di divinità e figure archetipiche è quella che popola la Londra di La Fine di tutte le cose. Una Londra in cui la stessa umanità è in pericolo, minacciata da oscure profezie che sembrano rendere ciechi sia le divinità, sia i loro accoliti.

Speciale Stranimondi