14 Dicembre, 2019

Gaetano De Virgilio

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I cani di Bolaño

Dal nostro archivio

La statura dei poeti

Ennio Cavalli, Se ero più alto facevo il poeta. "Ennio Cavalli, abitatore di estese colture poetiche, campi sterminati di parole addette a una lingua necessaria quanto inquieta, ha edificato il proprio Zibaldone. Un libro che sorpassa i consueti termini di raccolta o di altre definizioni più o meno azzeccate. Se ero più alto facevo il poeta: se la corporatura di Ennio avesse raggiunto l’altezza voluta (con la contigua ironia) le conseguenze pop dell’opera dove sarebbero arrivate?"

Sporcarsi con il reale, affrontare il futuro

Wu Ming 5, Havana Glam. "In Havana Glam Si inverano le parole che chiudevano Q: non esiste un piano che possa prevedere tutto. Altri solleveranno il capo, altri diserteranno. Il tempo non cesserà di elargire sconfitte e vittorie a chi proseguirà la lotta."

Morto che cammina

Roberto Saporito, Respira. "Ne risulta un noir da manuale, permeato di un'atmosfera di gelo crescente, dove le ripetute fughe del protagonista, sempre convinto di essersi sbarazzato della sua vecchia vita ma poi sempre braccato dal suo passato, hanno un che di onirico e claustrofobico; e riemerge ossessionante quel sentimento di solitudine esistenziale che già s'avvertiva nel Caso editoriale dell'anno."

Fisiologia poetica

Elio Pagliarani, Tutte le poesie 1946-2011, Il Saggiatore. Una recensione di Elio Grasso. Rileggendo ci accorgiamo come in Pagliarani, ancora oggi si possano cogliere lunghi momenti aperti al futuro: motivi, desideri e amori garantiti da molteplicità di idee, coerenze provate e mai scontate, elenchi vitali messi in carico alla materia verbale. Non l’attesa di qualcosa d’indistinto ma una salda lezione civile continuamente messa alla prova.

Quello che da solo non si può dire

A. Igoni Barrett, L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto. "Usciamo da Poteko nel quinto racconto, percorso circolare nel traffico intasato di Lagos, e nel nono, che ci porta in viaggio in Kenya, per una storia di tira e molla. In queste deviazioni guidate possiamo imparare molto non solo sul trasporto pubblico e, in filigrana, scorgere la storia del Paese – grazie anche alle essenziali note di Michele Martino, l’abile traduttore – ma anche vedere la Nigeria con occhi kenioti. Qualcuno potrebbe scoprire che gli africani nnteon sono poi tutti uguali e che esistono, purtroppo e ovviamente, pregiudizi interni al contine."

Speciale Stranimondi