20 Ottobre, 2019

Elisabetta Michielin

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Dal nostro archivio

Tiene famiglia

Francesco Ceccamea, Tombini in fuga. "Il suo io narrante (ozioso chiedere fino a che punto coincidente con l'autore) soffre di depressione, al punto di assumere farmaci per controbattere questa sindrome. Inevitabilmente tutto quel che vede, ascolta, vive è colorato di un grigio tendente al nero; e lo è in modo assolutamente convincente."

Un capodoglio di tragedia

Orson Welles, Moby Dick: Prove per un dramma in due atti. "Cari lettori, tutti a New Bedford, andiamo a Nantucket, imbarchiamoci sul maledetto Pequod insieme a Herman, Orson e Achab, e al primo che vede quell'accidente di balena vada il doblone d'oro. E gridate “laggiù soffia” quando l'avvistate, mi raccomando".

Pound, senza Casa

Ezra Pound, XXX Cantos. "I nuovi lettori troveranno il ribollire continuo, le ridondanze e le fantasmagorie che Pound non si è mai fatto mancare, insieme ai tratti oscuri, famigerati, che hanno la loro origine in questioni privatissime e derivate da studi che possiamo considerare del tutto dimenticati."

Ipotesi di felicità

Alberto Pellegatta, Ipotesi di felicità. "Se Petrarca fa le boccacce e Kafka fa compere al supermercato sotto casa vuol dire che stiamo vedendo un serial di ottima fattura, e questa è una perversione che fa bene alla poesia, e soprattutto a quella che scrive Pellegatta."

I pantaloni dei morti

Irvine Welsh, Morto che cammina. "Renton e gli altri protagonisti di Trainspotting sono ormai sulla cinquantina: Marc è un affermato manager di DJ che vive fra gli Stati Uniti e l’Europa e Begbie è un famoso scultore. Un incontro casuale li porterà a riallacciare i rapporti e a incrociare di nuovo le strade con Sick Boy e Spud, in un intreccio di situazioni tragicomiche ambientate nell’anno della Brexit (e della vittoria degli Hibs nella coppa di Scozia dopo 114 anni)".